Disegnarlo è stato divertente ma anche molto stressante… avevo delle copie dei disegni originale di Escher che ho spudoratamente ricalcato (d'altra parte Escher è quello non puoi inventare nulla) ma il difficile era poi dover disegnare la vignetta successiva con una differente inquadratura… un supplizio. Poi mi sono ritrovato a fare tutto all'ultimo momento (come al solito) quando stava per arrivare anche il caldo.
…ma soprattutto all'ultima storia di ZonaX, "Il segreto del Re degli Elfi".
Con quella invece mi sono divertito moltissimo. Lì ci sono citazioni da Moebius, Mezieres ma anche da Dorè. Ho ancora le fotocopie delle illustrazioni dell'Orlando Furioso che Beretta mi ha mandato.
Hai in mente di tentare altre sperimentazioni grafiche di questo tipo? Come le vede l'editore (in pratica: ti sarebbero concesse su Martin Mystère) ?
" Bonelli, quando ha visto le tavole della Magic Patrol si è limitato a dire: -"Belle, peccato che a me il fantasy non piaccia". "
A quel livello forse no. Bonelli, quando ha visto le tavole della Magic Patrol si è limitato a dire: -"Belle, peccato che a me il fantasy non piaccia". In ogni caso, per il prossimo n.200 di Martin Mystère sto disegnando, con quello stile un breve racconto a colori. Comunque, anche molte cose che sembra che io faccia per sperimentare, vengono fuori in realtà molto naturalmente, quasi senza che me ne accorga. La mia evoluzione verso la linea chiara, cosa che ormai tutti hanno evidenziato, è stata un processo naturale, senza traumi. Non c'è mai stato un giorno in cui io abbia deciso di cambiare stile di disegno. A volte, se perdi un po' l'abitudine di riguardare ogni tavola non ti accorgi nemmeno di certe cose… Un po' di tempo fa Castelli mi telefona e mi dice: -"sai ho parlato con Canzio e mi faceva rilevare che stai facendo Mystère con un mascellone troppo grosso" ed effettivamente era così. Mi veniva naturale, se non me lo avessero fatto rilevare io non me ne sarei accorto.
Con la prossima pubblicazione delle serie Bonelli negli Stati Uniti sbarcherai anche oltreoceano. Come pensi venga accolta l'operazione e, soprattutto, i tuoi disegni?
Mah, nutro ragionevoli dubbi. Le caratteristiche del fumetto Bonelli sono molto differenti da quelle del fumetto americano e, nel mio caso particolare, il segno è anche un po' datato. Se me lo avessero chiesto, sarei stato eventualmente disponibile anche a ridisegnare quelle storie. Ad ogni modo, visto che si è prospettata l'opportunità, credo che per la Bonelli valga la pena di tentare.
Chi ti piace dei tuoi colleghi?
" Dei più giovani mi piace Nicola Mari, un vero talento naturale. "
In Bonelli, mi piace molto Stano. Mi è capitato di vedere dei suoi originali ed ho potuto constatare la perfezione del segno. Indubbiamente le sue tavole perdono tantissimo una volta stampate.
Dei più giovani mi piace Nicola Mari, un vero talento naturale. Probabilmente è quello che mi più stupito, già dalle prime sue cose era bravissimo. Anche se su di lui ci sono giudizi contrastanti, perché ha questo disegno estremamente artistico che molti giudicano di difficile lettura. Limitando il discorso alla serie di Martin Mystère, Filippucci è molto migliorato. Ora ha una suo segno caratteristico che mi piace. Mi diceva che lui vorrebbe sperimentare ancora, ma siccome è abbastanza lento non ne trova sempre il tempo. Apprezzo anche Torti che ha un segno classico, ma che si adatta bene alla serie.
Quali sono i tuoi fumetti preferiti?
Leggo Dylan Dog quando è scritto da Sclavi, ma non tanto altro. Figurati che a fatica rileggo le storie che io ho disegnato. Una volta, quando le sceneggiature mi arrivavano complete, farsi un'idea della storia era molto più facile. Ora si va avanti a 10-15 tavole alla volta e sono costretto a farmi le fotocopie delle tavole iniziali per non dimenticarmi le fisionomie dei personaggi. Quando mi capitano sottomano do volentieri un'occhiata a qualche cartonato francese. Mi piacerebbe molto imbattermi in un altro Moebius, in un altro autore che mi emozionasse come mi ha emozionato lui.
Visto che questa intervista finirà su internet, non potevano mancare alcune domande specifiche sull'argomento personal computer. Martin Mystère è il primo personaggio a fumetti che lo utilizza in maniera non folcloristica, tuttavia l'intera questione è stata gestita in maniera perlomeno inconsueta. Nei primi numeri (che risalgono al 1982) lui utilizza chiaramente un Apple II, poi dopo qualche anno arriva il famoso Macintosh Plus, che va a sostituire il vecchio Apple anche sulle ristampe, tuttavia, sporadicamente, fanno la loro comparsa anche alcuni modelli anonimi e approssimativi.
Le cose sono andate più o meno a questo modo. Un bel giorno Castelli stabilisce che il computer di Martin Mystère dovrà essere sempre un Macintosh Plus e decide di aggiornare a ritroso anche tutte le vignette delle successive ristampe. Avvisa i disegnatori, manda le immagini e per un pezzetto tutti si adeguano e a casa di Martin si vede sempre quel computer. Poi, pian piano qualcuno tenta qualche timida modifica e disegnatore dopo disegnatore si ritorna alla completa anarchia. Castelli dovrebbe tornare a fare il punto della situazione, come fece a suo tempo per la pianta della casa che fece disegnare a Vercelli ed alla quale tutti i disegnatori si sono poi attenuti (a parte Torti che al posto dell'edera rampicante all'esterno si è divertito ha disegnare delle cocciole :-)).
In ogni caso anche tu ti sei divertito a creare confusione. Ora che quasi tutti i disegnatori hanno imparato a disegnare il Plus, tu, nell'ultimo speciale, gli disegni addirittura un G3 (che si può scambiare anche per un PC, visto che ha il monitor separato ed il case minitower).
E' vero, è proprio l'ultimo modello della Apple. Avevo visto su una rivista queste nuove macchine e, per divertimento, gli ho disegnato quello. D'altra parte, vista la frequenza con la quale cambio il computer io, non lo può cambiare ogni tanto anche Martin Mystère?
Ecco, appunto, raccontami del tuo personale rapporto con il computer.
Bè, risale veramente alla notte dei tempi. Sono stato sempre affascinato dai videogiochi. Pensa che ho avuto una consolle Intellivision, che ho sostituito quasi subito con un Commodore 64. Poi, dal Commodore 64, il passaggio all'Amiga 1000 è stato obbligato. L'Amiga è stata veramente una macchina mitica (ricordo ancora il fascino di giochi come Defenders of the Crown) anche se ad un certo punto i PC hanno cominciato a darle dei punti sul terreno dei simulatori (che sono da sempre la mia passione). Ora ho un Pentium II 266Mhx (overcloccato a 300Mhz) con la scheda acceleratrice 3Dfx che mi ha aperto un intero mondo.
Per adesso il PC lo adopero principalmente per i giochi ed i simulatori restano in vetta alle mia classifica (Longbow 2 è il mio programma preferito) ma anche con gli arcade mi diverto abbastanza, se non altro per scaricarmi dopo ore sulle tavole.
Credo di essere ormai l'unica persona, munita di computer, che non ha il collegamento ad internet (ma se per quello non ho nemmeno il telefonino).
" Da poco ho cominciato a sperimentare alcuni software di grafica per la colorazione dei disegni. "
Da poco ho cominciato a sperimentare alcuni software di grafica per la colorazione dei disegni. Ho provato Painter 5 che mi ha stupito l'immediatezza di molti strumenti. Mi rimane tuttavia l'impressione che tra le migliaia di opzioni disponibili si nasconda sempre quella che ti sarebbe servita, ma che scopri solo quando ormai hai già fatto tutto il lavoro con un altro strumento più scomodo. In ogni caso l'esperienza è stata positiva e non detto che non approfondisca la conoscenza del mezzo in futuro.
Conosci uBC?
Si, non direttamente purtroppo, ma Vincenzo [Beretta, ndr] mi tiene costantemente aggiornato. Di recente era entusiasta del fatto che la nostra storia [ZonaX n.32 "Il segreto del re degli Elfi", ndr] era stata quella che aveva ottenuto il migliore punteggio, dopo l'outsider "la Città" di Bonvi e Cavazzano. Fra l'altro, ora che me lo fai venire in mente, c'è una cosa che mi sono sempre chiesto: riuscite a capire quanti persone vi leggono?
Certamente. Esiste un contatore che registra gli accessi di ogni pagina. Gli ultimi dati indicano dai 40.000 ai 60.000 accessi ogni mese. Ma oltre a chi legge sono in molti anche quelli che scrivono. E scrivono soprattutto per chiedere anticipazioni, anzi, a questo proposito, prima hai accennato al prossimo n.200 di Martin Mystère. Un po' di tempo fa, Castelli, scherzandoci sopra, disse che sarebbe stata una storia ad episodi molto particolari, ognuno realizzato con una tecnica differente, dall'uso degli stereogrammi fino alle statuine scolpite e fotografate…
Si, mi ricordo la battuta (e per fortuna che è rimasta una battuta). In effetti, la storia è composta da quattro episodi distinti uniti da alcune tavole di raccordo. Gli episodi saranno disegnati, oltre che da me (che disegno anche le tavole di raccordo) da Filippucci, Torti e Devescovi. Siccome il filo conduttore delle storie è, ancora una volta, il colore, ogni disegnatore adotterà una differente tecnica di colorazione. Il mio episodio, scritto da Beretta, al contrario degli altri che sono di Castelli, è di 12 tavole (molto breve, per fortuna, visto che lo colorerò tutto a mano con la tecnica che ho usato per le copertine di ZonaX) e riguarderà la mitologia indiana. Vedrete [cliccate qui per vedere le tavole in anteprima] per la prima volta Mystère con gli orecchini alla Mastro Lindo. So che gli altri disegnatori hanno già finito i loro episodi, io per ora ho finito le tavole di raccordo dei vari racconti, che saranno colorate nella solita maniera, mentre, dovrei consegnare le tavole a colori entro la fine di Agosto e, come al solito, sono già in ritardo.
E di altri eventuali progetti, anche "extra-Bonelli", cosa mi dici?
" Le voglia di fare cose nuove è sempre tanta, anche perché mi diverto ancora molto a disegnare cose diverse dalla solita routine. "
Le voglia di fare cose nuove è sempre tanta, anche perché mi diverto ancora molto a disegnare cose diverse dalla solita routine. Con Beretta stiamo pensando ad una eventuale serie (o miniserie) di fantascienza, alla Blade Runner, ma con una protagonista femminile.
L'ambientazione è molto sfruttata, lo ammetto, ma dal lato fumetto non è stato fatto poi molto. Ricordo solo The long tomorrow di Moebius, alcune cose del primo Nathan e ho visto di recente anche un racconto su ZonaX ["Hardware" su ZonaX n.32 di Mantero e Zuccheri, ndr] che però rimane un caso isolato. La nostra idea è quella di creare questa protagonista femminile (ispirata all'Antonietta della Magic Patrol) che si muove nella San Francisco del 2030.
Al momento ho disegnato un solo bozzetto, ma pensiamo di realizzare alcune tavole di prova e quindi sottoporle alla Bonelli. Le tavole sarebbero su tre strisce, nel classico formato bonelliano, ma più curate, così che, nell'eventualità che alla Bonelli la serie non interessi, possa essere proposta anche al mercato francese (e pubblicata in formato più grande) senza particolari modifiche.
Sicuramente sarebbe adatta alla pubblicazione su ZonaX ...
Purtroppo temo che questa eventualità sia ormai impossibile, dalla Bonelli, mi hanno infatti già confermato che ZonaX chiuderà, nei primi mesi del prossimo anno. Sto disegnando in questi giorni le ultime copertine.