Dieci giorni. Questo è il numero di giorni che è trascorso dalla chiusura
di Lucca Comics, domenica 2 novembre, e l'apertura
di ExpoCartoon, rassegna romana dedicata al fumetto ed al cinema
d'animazione che si è svolta dal 13 al 16 novembre presso la Fiera di Roma.
L'inviato di uBC, nonostate la stanchezza dovuta a 350 Kilometri di viaggio,
è riuscito a dare una sbirciatina alle varie mostre, tra le quali spiccava
quella dedicata a Nick Raider (allestita vicino allo stand della Sergio Bonelli Editore)
composta da sole tavole in esposizione, mentre nelle scorse edizioni, per altri eroi bonelliani,
si era fatto un massiccio uso di pannelli scenografici raffiguranti ambienti e protagonisti delle varie serie.
Durante la mattinata c'e' stata l'interessante conferenza su Napoleone, ultimo rampollo di
casa Bonelli, a cui hanno partecipato Carlo Ambrosini e Pasquale Del Vecchio.
L'inizio dell'incontro è stato molto intimo, infatti, causa la chiusura, con catena e lucchetto,
della sala conferenze, la maggior parte del pubblico si era allontanato convinto che il
tutto fosse stato rinviato. Invece no! Dopo cinque minuti circa sono state aperte le porte
e ci siamo accomodati in sala, cinque spettatori ed i due artisti.
Per fortuna, in breve tempo, la sala ha cominciato a riempirsi e così si è dato inizio
alle danze. Innanzitutto, Ambrosini si è dichiarato stupito del successo avuto dal primo numero,
di cui sono andate esaurite le prime 130.000 copie. Saranno ristampate altre copie per coprire
le pressanti richieste dei lettori.
La scelta di fare una miniserie di solo otto numeri è stata dettata dalla particolarità del progetto;
il fatto di trattare dei temi psicanalitici lo aveva indotto ad aspettarsi, soprattutto, un pubblico
preparato in tal senso, e quindi, per questo motivo la Bonelli, pur dandogli fiducia, ha preferito
puntare su di una miniserie. Questo gli permetterà, vista anche la bimestralità, di tenere un alto livello
qualitativo sia dei testi che grafico e di creare otto storie che raccontino a pieno il suo personaggio.
Un eventuale passaggio alla serialità (sarà solo il pubblico a deciderlo) ed ad una conseguente periodicità mensile,
lo spaventa un po' proprio per la paura di perdere quella qualità che riescono a garantire in questo momento
lui e i suoi collaboratori.
Per adesso, inoltre, non si è ancora parlato di collaborazione con altri autori per i testi, in quanto, ha affermato Ambrosini,
"in questo momento avrei bisogno di qualcuno che mi aiuti e non che abbia bisogno di essere aiutato a capire il personaggio";
cioè, lui cerca non solo chi è in grado di scrivere una storia, ma qualcuno con cui abbia affinità di vedute, un'intesa naturale.
La difficoltà maggiore che gli si è presentata lavorando su un personaggio tutto suo, è stata quella di accettare l'interpretazione data a
Napoleone dagli altri disegnatori; per fortuna, gli attuali disegnatori che stanno lavorando con lui, lavorano nello stesso studio a Milano, e sono Giampiero Casertano
ed il già citato Del Vecchio; inoltre, altre due storie saranno realizzate da due esordienti allievi dello stesso Ambrosini.
Per questo ha cercato di creare un personaggio che fosse duttile, malleabile e maneggevole.
Comunque resta una bella sensazione quella di vedere come si è riusciti a comunicare i propri pensieri, relativi ad i personaggi ed alle storie scritte.
La scelta del nome Napoleone è nata dall'esigenza di creare un personaggio forte, che non fosse un antieroe, pieno di dubbi e problemi, di incertezze e di indecisioni.
In fondo basta già la confusione psichica che ha nella testa, quindi aveva in mente un eroe rassicurante e, Napoleone, gli sembrava un nome, appunto, rassicurante.
Di Carlo, deriva dal fatto che "Napoleone è di Carlo (Ambrosini)", un piccolo regalo che si è concesso l'autore.



