Testi
A questo punto della serie comincia ad essere chiara la diversa concezione della Magic Patrol da parte dei vari sceneggiatori. Mentre infatti per Beretta contano soprattutto le atmosfere "mysteriane" e l'"umanità" dei personaggi, per Vietti l'aspetto prevalente è quello relativo all'accezione "magica" della serie. Insomma, più Magic e meno Patrol!
Questo episodio si presenta quindi magico e interessante, nonostante il tema del nazismo occulto sia decisamente abusato in casa Bonelli. L'intreccio è interessante, il ritmo della sceneggiatura lento ed opprimente, come si addice ad una storia dai toni un po' cupi come questa. Ecco, forse un po' troppo opprimente, e anche a tratti condito con una certa retorica (soprattutto nel finale), che forse si rivela essere poco appropriata.
Anche il personaggio del bambino in pericolo è ormai abusato, specialmente all'interno della miniserie, e sa un po' di "già visto". Ciò nonostante, il livello dei testi si mantiene globalmente sopra la media.
Disegni
Lode a Zaghi per la sua continua ricerca stilistica: se confrontiamo questo episodio con quello del n.21, si nota una profonda diversità nei tratti e nel dettaglio. In peggio, però, e qui finisce la lode.
Pur garantendo una atmosfera cupa e opprimente, il tratto si rarefà, diventa più sottile, fa perdere spessore ai volti e definizione ai fondali. Il tutto ha quasi l'aspetto di un bozzetto semi-definitivo, e, pur essendo comunque un risultato di tutto rispetto, non si fa gustare appieno.
Globale
Una storia nella norma, con forse troppa magia, troppa atmosfera, troppa retorica e qualcosa di già visto, riscattata comunque da alcune idee brillanti e dai disegni particolarmente cupi.




