Testi
Ormai la pista sembra tracciata: una particolare attenzione al contesto storico associata al dispiegarsi di fenomeni fuori dal comune
Lo schema, in generale, è collaudato, e sta alla base del genere horror: dare inizialmente un quadro preciso, reale, dove si fa la conoscenza dei protagonisti, dove questi si muovono e per gradi portare la narrazione su binari più sconnessi, verso l'Innominabile...
Allora dove sta il problema? I fenomeni straordinari si dispiegano con una linearità e con un ritmo elementari, da compitino ben svolto ma privo di originalità e personalità.
Altro discorso per i personaggi: Manfredi ci regala un Poe fuori dalle righe, ricettacolo di luoghi comuni contro i Mormoni ma allo stesso tempo un pistolero degno di John Wayne (vedere la sequenza della sparatoria a cavallo!), per poi essere un don giovanni un po' patetico.
Bel Magico Vento che ci regala battute simpatiche che fanno un buon effetto, messe in bocca all'"Eroe-tutto-di-un-pezzo". Belli sono anche i tre personaggi femminili: una specie di "Piccole Donne" moderne ed emancipate. Funzionali, in toto, Mormoni ed Indiani.
Togliendo queste considerazioni positive dal voto, resterebbe per me solo un pessimo 1/7. Dove sono l'atmosfera, il Mistero? Evidentemente non abitano nella mente di Manfredi che si conferma un grande "subcreatore di anime" ma questa dote, evidentemente, non basta
Disegni
In perfetta sintonia con Manfredi quando si tratta di descrivere i personaggi, ritratti magistralmente, riesce a tener su la storia praticamente da solo con belle tavole di carri lanciati in fuga e mostri che emergono.
Perde un po' in un' unica vignetta: quella di Thommy straziato dal mostro, un esempio di splatter maldestro.
Globale
Copertina: L'effetto "mostro-che-schizza-fuori" riesce a recuperare il primissimo piano del cavallo e di MV che non mi hanno entusiasmato.
In questa sezione porto avanti la metafora della rampa di lancio: la struttura tende ad essere un po' precaria
L'aspettativa maggiore era vedere all'opera un disegnatore dal tratto limpido e solare, dopo il lugubre, per alcuni troppo, Ortiz. E visto il paragrafo sui disegni, posso dire che l'aspettativa è stata premiata.





