autoritratto di De Angelis
Nato a Napoli il 16/12/59, inizia a disegnare nei primi anni '80 collborando con Tilt e Boy Comics (ed altre testate Edizioni Cioè). Dopo alcune storie per adutli pubblica (1989) su Splatter e Mostri (edizioni Acme), disegna Kor One su testi di Ade Capone apparso nel 1990 su L'Eternauta (nel 1996 riproposto con successo dalla Liberty). Nell'aprile del 1991 inizia l'era di Nathan Never con la realizzaione del n.0. Dopo aver realizzato varie storie comincia, dal n.60, a realizzarne le copertine...
Prima di approdare al genere fantascientifico, con Kor One e Nathan Never, avrai disegnato altri generi. Con quale di questi ritieni di riuscire ad esprimere meglio il tuo talento grafico?
Non ho particolari preferenze. Il mio segno è piuttosto duttile, quindi riesco ad adattarlo senza troppi affanni a generi diversi. Ovviamente col tempo ha sviluppato una certa dimestichezza con la fantascienza, un genere ad alto coefficiente di difficoltà. Sì, perché nulla di ciò che disegno esiste realmente. Bisogna inventare tutto, cose, meccanismi, scenari... e questi singoli elementi devono essere perfettamente amalgamati perché possano creare l'illusione di una realtà parallela sufficientemente credibile.
Come sei approdato alla Sergio Bonelli Editore e quindi a Nathan Never?
Prove, prove ed ancora prove. Ero fortemente motivato e tutte le volte che potevo spedivo alla Bonelli prove libere. Così, quando nell'89 si aprì la fase di Nathan Never, Antonio Serra mi chiese di provare con le famigerate sei tavole "ufficiali". Fatta eccezione per la marcata linea filo-argentina i miei disegni furono considerati soddisfacenti, e da lì a poco cominciai a lavorare a "Fanteria nello Spazio" (11/12) il mio primo Nathan Never regolare (prima c'era stato il n.0).
Da quando lavori per Nathan Never mi sembra che tu non abbia disegnato altro. Non senti l'esigenza di dover variare un po'?
In Nathan Never il ventaglio di situazioni, ambienti e personaggi è talmente ampio da soddisfare anche il più inquieto dei disegnatori.
A proposito di variare un po'. Si era ventilata una seconda serie di Kor One a firma Capone/De Angelis. Proprio non ce la fai a disegnarla? (la realizzerà Alessio Fortunato)
E' altamente improbabile che io riesca a trovare il tempo di disegnare un Kor One 2. Comunque Ade è un brillante talent-scout, e sono sicuro che troverà un valido sostituto.
Per Nathan Never hai avuto occasione di lavorare su storie scritte dai tre sardi. Chi meglio di te può descrivere il loro diverso modo di vedere il personaggio...
Serra è capace di prevedere ogni possibile sviluppo della trama di una storia anche su archi di tempo molto lunghi (parliamo di anni!)
Meglio di me potrebbero dirlo loro stessi. Ma in loro assenza proverò a descrivere in che modo la loro diversa natura si riflette in ciò che scrivono. Antonio Serra è quello dei tre che conosco meglio, sia perché è lo sceneggiatore con il quale ho lavorato più assiduamente, sia perché ci sentiamo spesso al telefono. Lui è uno straordinario burattinaio. E' capace di prevedere ogni possibile sviluppo della trama di una storia anche su archi di tempo molto lunghi (parliamo di anni!). Le sue sceneggiature sono dei perfetti meccanismi ad orologeria, dove tutto accade nel modo giusto ed al momento giusto. Inoltre le sue sceneggiature hanno una parte descrittiva, ad uso del disegnatore, immediata ed efficace. Michele Medda ha, invece, una scrittura inquietante. Intimismo, delicata malinconia e paesaggi cupi sono il suo terreno ideale. Ma è anche un eccellente dialoghista, caratteristica che gli permette di costruire personaggi di grande spessore. Bepi Vigna è il più cyberpunk del gruppo. Di conseguenza il suo modo di scrivere è raffinato e gelido, ma anche tanto flessibile da permettergli di passare con apparente noncuranza dalle atmosfere decadenti e psicotiche della città a scene di azione pura.
Quale dei tre riesce a tirar fuori il meglio di te stesso? Con quale dei tre ti senti più a tuo agio?
Difficile dirlo. E non per semplici ragioni diplomatiche... La risposta più sensata è che ognuno dei tre mi consente di affrontare e approfondire un diverso aspetto di questo personaggio tanto complesso.
In redazione, a Milano, può capitare che vengano effettuati dei tagli e della modifiche alle varie storie. Sei mai incappato in questi tagli redazionali? Cosa ti è passato per la testa in quel momento?
In realtà la redazione svolge questo compito in modo discreto e nel rispetto degli originali. Le modifiche (in verità poche) vengono indicate dallo sceneggiatore e apportate dall'autore della storia. Nella maggior parte dei casi si tratta di elementi marginali; l'allungamento di una sequenza, l'introduzione di nuovi elementi utili all'economia della storia, insomma cose così... E' rarissimo che una storia venga pesantemente rimaneggiata, e quando accade ci sono sempre degli ottimi motivi.