dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Sbatti il mostro in prima pagina

Nick Raider n.106 «Colpo alla nuca»

pubblicato
11.03.1997
lettura
4 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto6/7
Sceneggiatura6/7
Disegni6/7
globale87%
in questa pagina · 5 sezioni
  1. Soggetto · 6/7 — Gianfranco Manfredi
  2. Sceneggiatura · 6/7 — Gianfranco Manfredi
  3. Disegni · 6/7 — Pasquale Del Vecchio
  4. Copertina · 3/3 — Corrado Mastantuono
  5. Overall · 3/3

Soggetto · 6/7 — Gianfranco Manfredi

Giù il cappello davanti al lavoro di Manfredi, stavolta. Una seconda parte sostenuta che non ha bisogno di allungare il brodo con dialoghi inutili o scene di azione già viste. E che tuttavia si prende i giusti spazi che la doppia lunghezza consente per lavorare di fino sui personaggi, sia sui protagonisti soliti, sia sui personaggi creati ad hoc per l'episodio.

Manfredi semina la pista buona quasi in sordina nella prima parte dell'albo, confonde le acque con un finto colpevole (che palesemente sembra innocente, ma la suspence è ben giocata), si palleggia i vari protagonisti con un montaggio alternato delle sequenze che insinua dubbi nel lettore, infine apre il sipario sul gran finale rivelando a tutti quel che Nick già sapeva da un bel po' di pagine.

Apprezzabile il finale senza supersparatorie o scene madre che puzzano di stantio (tipo il colpevole che si suicida per la vergogna, tipo il colpevole che prende un ostaggio e fugge, etc.), apprezzabili certe finezze: a pag.57 l'assassino inquadrato di nuca rivela una chioma bionda decisamente ingannevole; nella conclusione il confronto verbale tra Zenger e Duncan riesce a dilatare ancora per qualche tavola il gioco verità/menzogna. Per contro le scelte di Manfredi per l'epilogo non realizzano un climax adeguato a una storia vibrante, che faceva immaginare un finale ad alta tensione: d'altronde scrivere un racconto è anche (e soprattutto) selezionare tra possibili percorsi narrativi e, visto che non abbiamo la possibilità di controprove, ci accontentiamo di questa doppia che fa 30, senza fare 31. Complimenti allo scrittore, comunque, una storia come non se ne leggevano da un pezzo.

Sceneggiatura · 6/7 — Gianfranco Manfredi

Un ritmo lento scandisce gli avvenimenti, con l'unica decisa impennata nella sequenza, ottimamente costruita, dell'uccisione dell'agente Randy. Manfredi si concede finezze caratteriali nella definizione dei personaggi che di rado toccanno questi livelli, e lo fa nel modo migliore, affidandosi alla descrizione e non ai semplici dialoghi. Piccole scene inquadrano le figure e ne definiscono rapidamente ruolo e carattere: il particolare di Monty Zenger che giocherella con le pillole, o la presa di posizione del represso Willie nell'epilogo sono piccole chicche, ad esempio.

Moltissime cose da notare:

Le allusioni (non le chiamerei citazioni) hitchcockiane nella storia di Rex: l'episodio traumatico dell'infanzia riprende "Marnie" , l'acquisto dell'auto (pagg.6-7) sembra un remake di una medesima sequenza in "Psycho" (quella della pubblicità FIAT...), con Rex nel ruolo di Janet Leigh

La storia tocca, seppur con la superficialità di un serie "di genere", il tema dello "Sbatti il mostro in prima pagina", ben noto anche dalle nostre parti...

Ottimo lavoro, di grande realismo, sul rapporto Nick/Violet, e sulle interferenze (e i problemi etici) che i rispettivi lavori portano nella relazione

Bella l'idea di far divergere professionalmente (con ovvie ripercussioni sul lato umano) Nick e Marvin, che mette anche in luce il diverso approccio ai casi

"Lo ammetto, ho sbagliato...": Manfredi fa pronunciare (finalmente!) a Ciaocara Vance una frase che i lettori aspettavano da anni ;-)

Nel corso della sfilata di Halloween, Del Vecchio dipinge una galleria di mostri da far invidia a Dylan Dog: dal bruttone di Hellraiser a Jason di Venerdì 13, da Freddy Kruger a Frankenstein, da E.T. agli Addams al gran completo. In più Judge Dredd, Buzz Lightyear e una marea di altri...

Divertente omaggio a un altro personaggio nel "carnet" di Manfredi, quel Dylan Dog che Marvin storpia a pag.10 in Dylan Bond e Dylan Gong

Disegni · 6/7 — Pasquale Del Vecchio

Quel che aggiungiamo ai testi, lo togliamo ai disegni, che rispetto alla prima parte mi paiono penalizzati da un uso a volte troppo pesante dei neri. La figura di Violet, inoltre, mi sembra non del tutto centrata, un po' diversa da quella solita. Nonostante queste sciocchezze, un lavoro assolutamente eccelso.

Copertina · 3/3 — Corrado Mastantuono

Bellissima l'impostazione con lo "sguardo in macchina" dell'assassino che sembra sparare al lettore e Nick dietro a cercare di fermarlo. Anche la colorazione segna bel tempo. Un altro bel lavoro da Mastantuono.

Overall · 3/3

Una doppia che conferma la tendenza a produrre belle storie in due puntate, doppia lunghezza che ha sempre funzionato piuttosto bene su Nick, a differenza di altre serie (MM e NN, ad esempio). Non che auspichi un abuso di questa formula, ma spero non debbano passare secoli prima di vedere un'altra storia extralarge.

E spero che anche nelle autoconclusive si importi dalle doppie un pizzico dell'approfondimento sui personaggi che in 94 tavole di solito viene cassato per favorire l'intreccio giallo.

PO