dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Una storia in bianco e nero

Zagor n.379 “Duello nello spazio”

pubblicato
08.02.1997
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2 minuti
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: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura4/7
Disegni5/7
globale56%
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  1. Soggetto · 4/7 — Mauro Boselli
  2. Sceneggiatura · 4/7 — Mauro Boselli
  3. Disegni · 5/7 — Gallieno Ferri
  4. Copertina · 2/3 — Gallieno Ferri
  5. Overall · 2/3

Soggetto · 4/7 — Mauro Boselli

Sul fatto che i disegni dei fumetti di Zagor siano in bianco e nero non ci piove. Ma in questo caso è la storia in sè ad essere in bianco e nero. Da una parte abbiamo schierati i superbuoni, eroi senza macchia e senza paura (Poe ogni tanto si concede un cicchetto, ma è il massimo della trasgressione); dall'altra, ecco i supercattivi, distillato di malvagità e sadismo. Niente mezzi termini, nessuno spazio ai dubbi. Il grigio non esiste, solo bianco e nero.

Inizialmente, mi chiedevo come avesse fatto Boselli a cadere così in basso, ma poi credo di aver trovato la risposta: "Duello nello spazio" è una storia per bambini.

Calma! Lungi da me l'intenzione di affermare che Zagor sia un fumetto infantile. Ma è innegabile che fra il pubblico degli zagoriani ci siano parecchi lettori giovanissimi. Io stesso ho cominciato a leggere Zagor quando avevo circa otto anni, e mi è piaciuto subito.

L'estrema semplicità della trama (azione, pericoli, trappole, combattimenti, ma poca violenza) sembra confermare le mie idee. Alla luce di questa considerazione, mi sento in dovere di cambiare i parametri di valutazione che ho fin qui utilizzato. Se letta con l'occhio giusto, questa storia non è poi così male.

Sceneggiatura · 4/7 — Mauro Boselli

Anche sul fronte della sceneggiatura, vari elementi sembrano indicare l'intenzione di Boselli di dedicare questa storia ai più giovani.

I dialoghi sono semplici, tendono a spiegare ogni minima cosa e sono molto puliti (solo i cattivi possono dire "bastardo", Zagor si limita a insultare Hellingen chiamandolo "carogna").

E' presente un po' di violenza, ma a farne le spese sono i poveri demoni dell'Oltremondo e la loro morte sarebbe approvata anche da un pedagogo. I buoni riportano qualche ferita, ma questo mi sembra veramente il minimo.

Lo svolgimento della trama è a dir poco elementare, e segue uno schema classico. Il cattivo gioca coi buoni come il gatto coi topi, poi li imprigiona e li costringe ad assistere alla sua vittoria, ma alla fine qualcosa va per il verso sbagliato, l'eroe prende il sopravvento e salva il mondo (e chi poteva dubitarne?)

Alla fine, Hellingen viene sprofondato nell'Inferno da Wendigo e i buoni si godono il meritato riposo. Catarsi di prammatica.

Disegni · 5/7 — Gallieno Ferri

Niente male. Hellingen è disegnato particolarmente bene, e ha la sua giusta aria ghignante e diabolica. Bei paesaggi.

Copertina · 2/3 — Gallieno Ferri

Discreta. Zagor è un po' troppo torvo, e la prospettiva della cupola non collima perfettamente con quella del pavimento. A parte questo, è OK.

Overall · 2/3

Tutto considerato, è stata un'avventura abbastanza divertente, ma sono rimasto un po' deluso. Avrei preferito che Boselli avesse prodotto una storia più adulta e moderna, ma forse il buon vecchio prof. Helly è un personaggio ormai troppo d'altri tempi per comparire in un'avventura con tutti i crismi.

I più giovani si divertiranno sicuramente con questa storia, i più grandicelli la leggano con un po' di benevolenza.

DA
Daniele Alfonsotutti i suoi articoli