dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Ma che bel castello, marcondirodirondello. .

Zagor n.378 “Hellingen è vivo!”

pubblicato
17.01.1997
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4 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura5/7
Disegni4/7
globale65%
in questa pagina · 5 sezioni
  1. Soggetto · 4/7 — Mauro Boselli
  2. Sceneggiatura · 5/7 — Mauro Boselli
  3. Disegni · 4/7 — Gallieno Ferri
  4. Copertina · 3/3 — Gallieno Ferri
  5. Overall · 3/3

Soggetto · 4/7 — Mauro Boselli

L'impressione è che Boselli abbia voluto realizzare un'avventura che ripropone come stile e impostazione le nolittiane lotte Zagor vs. Hellingen, a differenza di Sclavi che scelse di evadare da schemi classici per proporci una sua personale visione di un filone così importante. Lo schema della saga (la prossima puntata sarà l'ultima? Forse no...) è tutto sommato banale, mi ricorda quasi le trame (se così si possono chiamare) dei videogiochi beat'em-up (cioè quelli di pestaggio, stile "Final Fight"): eroe, cattivo, una bella rapita da salvare, i nemici "comuni" lungo i vari "livelli" (gli esseri mutati, le bambole, ora i mostroni infernali), i mostri di "fine livello" da sconfiggere a fine puntata (Ben Stevens, Puppetmaster), il superboss, tostissimo, come avversario ultimo. Avendo dietro un autore intelligente e attento come Boselli non dubito che il taglio un po' retrò della vicenda sia certamente voluto e affatto casuale.

L'elemento nuovo, che trasporta la "poetica" Nolittiana negli anni '90 e aggiunge una spruzzata di interesse, è ovviamente la presenza dominante di Poe e l'idea di portare un elemento tanto "reale" in un universo, fantastico per eccellenza, come quello di Zagor (caratteristica, questa, lanciata nella serie sin dalla partenza dell'Odissea Americana 2). Per il resto ho come l'impressione di aver già visto troppe volte questa storia e di sapere già come andrà a finire (cosa che, in una storia particolare come "Incubi", era esclusa). Forse, invece, è chi vi scrive ad aver smarrito insieme all'infanzia la capacità di esaltarsi per l'eterna lotta tra Zagor e il butterato scienziato pazzo...

Sceneggiatura · 5/7 — Mauro Boselli

Mah...Non riesco a immaginare con precisione quale potranno essere le reazioni di eventuali nuovi lettori davanti a una storia come questa. Senza conoscere il background della serie e degli scontri tra i due arcinemici in particolare, credo che Hellingen susciterà qualche risata più che paura o fascino.

Leggere nel 1997 una battuta come "Lui e i suoi amici assisteranno al mio trionfo!... Al trionfo del male!" (pag.31) o "Se mi obbedirete, presto saremo padroni del mondo!... Anzi, dell'universo!" (pag.51), catapulta in un tempo fumettistico piuttosto lontano. Così come vedere Zagor, un tipo impulsivo e vigoroso ma non un bestione senza cervello, che grida "Ti ucciderò Hellingen!... Ayaaaak" o che si butta a capofitto contro il nemico senza un minimo di riflessione, può lasciare perplessi. Ma il fatto che Hellingen sembri e parli come il più trito degli scienziati pazzi non è poi così balzano, visto che Hellingen... è davvero uno scienzato pazzo! E' una replica precisa precisa dell'archetipo classico dell'uomo di scienza geniale e deviato (chi fu il primo? Il dottor Frankenstein, forse...). E Zagor nelle storie con il caro Helly diventa il simbolo selvaggio e dirompente delle forze naturali, opposte alle storture tecnologiche dell'uomo. Il che, unito all'astio maturato, porta a uno Zagor meno freddo e più vicino all'idea di bruto tutto muscoli che Hellingen ha dello Spirito con la scure.

Sempre interessante, invece, seguire l'utilizzo sapiente che Boselli fa di Poe e delle sue opere, che anche in questo numero punteggiano la cerca dei buoni. C'è il richiamo ai racconti sul Mesmerismo (Puppetmaster), al Gordon Pym (ed è da notare come le parole di Raven su quest'opera -vedi pag.43/44- creino un paragone tra il Pym -che in effetti rimase incompleto degli ultimi 3 cap.- e il lungo recente viaggio di Zagor), allo "Scarabeo d'oro" (un passo è riportato da Raven stesso), al poema "Il corvo", al "Pozzo e il pendolo" (finale con Cico).

Due-tre cosette da notare:

Spero che al termine dell'avventura la macchina resuscitacorpi trovi una definitiva distruzione: troppo comodo, se no, per il futuro...

Hellingen che duplica gli esseri umani e li manipola come fantocci me lo fa assomigliare tremendamente al Von Reichter della Cybersix di Trillo/Meglia...

A pag.51 i bruttoni schiavi di Hellingen parlano come neonati dislessici; a pag.57 uno di loro invece dice rivolto ad Heyoka, magari con buon accento londinese, "Ti sbagli, indiano contrario!". Com'è sta faccenda?

Disegni · 4/7 — Gallieno Ferri

Non vorrei essere accusato di blasfemia, ma il grande vecio Gallieno che un tempo stava al vertice delle mie preferenze zagorose, ora è stato scalzato da giovani rampanti come Andrecci o Laurenti, per tacer del divino Marcello. Comunque Hellingen DEVE essere illustrato da Ferri: fantastico il suo ghigno. L'incredibile lunghezza della storia porta a qualche inevetabile tratto frettoloso, ma la media è comunque lodevole.

Copertina · 3/3 — Gallieno Ferri

Finalmente Helly in copertina, nella classica sua posa da "il mondo è miooooooooo!!!!". Bella, anche se le proporzioni dei due protagonisti non mi convincono del tutto.

Overall · 3/3

Le storie fantastiche di Zagor sono da sempre le mie preferite, a maggior ragione se c'è Il Nemico per eccellenza. Quindi, nonostante tutte le considerazioni, aspetto con fervore la conclusione.

PO