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Soggetto · 4/7 — Gianfranco Manfredi
Manfredi una ne pensa e cento ne scrive, visto che si è fatto carico di 5 degli 8 ultimi numeri regolari, e di tutti e 3 gli episodi seguiti al 100. Nei suoi soggetti c'è quasi sempre una certa tendenza a intrecciare trame il più possibile contorte, in modo da gettare il lettore nella nebbia e da rivelargli la luce della verità solo con il colpo di bacchetta magica del finale. Il risultato di questa scelta, teoricamente buona, non sempre mi ha convinto in pieno: in 100 pagg. scarse, è difficile trovar spazio per motivare le pulsioni potenti che dovrebbero animare omicidi, ricattatori, traditori, etc. Invece, ed è il caso di questo "Cadaveri a sorpresa", tutto viene tenuto nascosto fino al finale e ci si deve accontentare delle burocratiche spiegazioni date come movente. L'effetto è quello di assistere a una vicenda di cui non riusciamo a vedere i veri retroscena, con conseguente abbassamento della credibilità e del coinvolgimento. Non sempre il tenere il lettore all'oscura alza la soglia d'attenzione: a volte annoia e basta.
Comunque al di là di queste considerazioni generali, il soggetto non è affatto da buttare, nonostante temi e ambientazione (ambiente danaroso di NY, i soliti amici di Ciaocara Vance, Violet collegata in qualche modo nel caso...) già visti dai lettori di Nick. Intricato al punto giusto anche se un parco ridotto di papabili colpevoli non tiene certo lontana l'intuizione di chi può celarsi dietro alle mosse di Crane. Bene il fatto che per una volta Nick non sia un super-incrocio di Sherlock, Poirot, e Magnum P.I., ma solo un poliziotto in gamba e scrupoloso (non sopporto le storie in cui il nostro sembra il più intelligente, il più intuitivo, il più deciso, il più e basta...)
Sceneggiatura · 5/7 — Gianfranco Manfredi
Anche meglio del plot, però, la sceneggiatura. C'è un buon soffermarsi sul rapporto (sempre più coinvolgente, da fidanzatini) tra Nick e Violet, c'è una caratterizzazione un po' diversa del Cap. Vance, una volta tanto un po' più attivo (a suo modo) sul fronte delle indagini e un po' più oggettivo nei confronti dei suoi influenti "amici". Fantastica una battuta di humour nero: Crane uccide la ricca Patricia Humboldt torcendole l'osso del collo e risponde così al gigolò che chiede com'è andata (pensando che Crane avesse contrattato i termini del pagamento): "Ha storto un po' il capo, ma non ha opposto la minima resistenza"
Disegni · 5/7 — Luigi Siniscalchi
Anche Siniscalchi ha il turbo, considerando che da quando è passato allo staff di Nick Raider (prima su Dylan Dog), ha già pubblicato 3 numeri. In effetti il suo sembra un tratto molto rapido, quasi da schizzo preparatorio su certi visi, che a prima vista può non fare un bell'effetto. Ma se lo si assimila, in breve ci si può rendere conto di come i disegni si lascino sempre "leggere" senza fatica, mostrando una grande abilità nel "raccontare" la vicenda. Non c'è mai bisogno di scandagliare la vignetta alla ricerca di un particolare poco visibili ed il dettaglio è buono a dispetto delle linee arruffate. Eccellente la gamma di sfumature scandite dai volti dei personaggi: bella la caratterizzazione tartarugosa di Vance, veramente inquietanti le scene in notturna degli omicidi di Crane. Poco piacevole invece l'effetto di certi retini, il cui contrasto con le chine è stridente nonostante le puntinature siano piccole e poco frequenti.
Copertina · 3/3 — Corrado Mastantuono
Mastantuono è in pista di decollo anche come illustratore. Piacevole il Nick di copertina che si giova delle indubbie capacità dinamiche di Corrado. Efficace il contrasto tra l'arancione della luce del riflettore, il nero del contorno e il giallo di fondo.
2/3
Un episodio interlocutorio. Buono, ma nulla di più. Interessante la "Posta gialla", che, a proposito di un possibile NickRaiderone, chiarisce che in Via Buonarroti non ci pensano neppure (sic! Ma c'era da aspettarselo...)





