dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Una dimensione di troppo

Martin Mystère n.173-174 “I cavalieri di San Romano”

pubblicato
29.09.1996
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2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto3/7
Sceneggiatura3/7
Disegni4/7
globale39%
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  1. Soggetto · 3/7 — Lucia Strufaldi
  2. Sceneggiatura · 3/7 — Lucia Strufaldi Carlo Recagno
  3. Disegni · 4/7 — Rodolfo Torti
  4. Copertina · 2/3 — Giancarlo Alessandrini

Soggetto · 3/7 — Lucia Strufaldi

Storia ispirata, per esplicita ammissione, al racconto di Heinlein "La casa nuova". Al centro della storia c'e' l'esistenza di una quarta dimensione e tutto il racconto si può riassumere nella spiegazione di Paolo Uccello a pag.14-15.

Oltre all'idea originale di Heinlein troviamo solo il collegamento al fatto che paolo uccello avrebbe compreso come entrare nella nuova dimensione durante i suoi studi sulla prospettiva. Anche questo elemento non è molto originale se pensiamo alle tante "macchine che fanno accedere a qualcosa" che si ritrovano in Martin Mystère.

Sceneggiatura · 3/7 — Lucia Strufaldi Carlo Recagno

Anche la sceneggiatura non è gran che. Si inizia con Martin che incontra Lucia Bianchi per caso da Strand inseguita dai soliti cattivi (quante volte abbiamo visto questa scena?).

Poi il colpo di fortuna alla Biblioteca di Firenze nel trovare il nome del Notaio, e di seguito un altro colpo di fortuna all'Archivio di Stato nel trovare il progetto di Paolo Uccello(!) nel primo libro preso in mano(!). Gli sceneggiatori fanno dire a Lucia: "la fortuna come il fulmine non colpisce mai due volte nello stesso punto" ma poi non resistono e voilà, il progetto é ritrovato.

In quattro e quattr'otto viene allestito il Tricordo e l'unico buon motivo per digerire questa trovata è che almeno ci siamo risparmiati un ritrovamento in una grotta.

Sorvoliamo sugli avvenimenti al castello in cui gli "ospiti" si muovono meglio che in un albergo e arriviamo al finale dove, al ritorno di Martin, i due scagnozzi del prof.Pinelli sono spariti senza spiegazioni (forse erano in pausa pranzo).

Disegni · 4/7 — Rodolfo Torti

Torti segue lo stile "Alessandrini" aggiungendo però molto disordine nei volti che sembrano "shakerati". Gli occhi di Martin stupito mi sembrano eccessivi (ad esempio vedi pag.29 del n.174). Torti mi era piaciuto un pò di più in "Diavoli dell'Inferno" (n.153).

Copertina · 2/3 — Giancarlo Alessandrini

Bello il cavallo che salta fuori dal quadro.

Overall

1/3

Sole 86 pagine per questa storia dal vago sapore di "mystero italiano riadattato". Questa storia, accorciata di una decina di pagine rispetto al solito, finisce come intermezzo tra "Il nemico Invisibile" e "Affari di Famiglia", entrambe lunghe un albo e mezzo.

A questo proposito riportiamo quanto scritto nel Mystery Mart del n.163: "le storie riprenderanno ad avere lunghezza variabile (un albo, un albo e mezzo, due albi) (..) i moduli saranno studiati in modo che la storia iniziata in un albo si concluda circa a metà di quello successivo e che la storia che inizia subito dopo e occupa le restanti pagine si concluda alla fine dell'albo seguente".

Non mi sembra una buona idea che una storia lunga un albo si trovi a metà tra un albo e l'altro. Spero che non si ripeta (ma per questa volta overall 1/3).

GG
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