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Soggetto · 6/7 — Alfredo Castelli
Da troppo tempo si aspettava una risposta alla sparizione del murchdna, e la storia non smentisce le attese. Castelli imbastisce un racconto sontuoso in cui muove senza pretestuosità Martin, Orloff, Travis, Altrove, Kut Humi e i cattivi di turno. I flashback danno linfa alla storia e ancor più spessore al tormentato duo Mystère-Orloff e l'inizio alla E.R. catapulta nel cuore della storia. In mezzo a troppe storie eccessivamente nozionistiche in cui il nostro sembra fare solo il pedante e/o il fortunello, Castelli regala un gran bel fumetto.
Sceneggiatura · 6/7 — Alfredo Castelli
Il Buon Vecchio Zio Alfredo ha un plot con tanta carne al fuoco, ma la sceneggiatura non ha nulla a cui invidiare al soggetto. Quando la serie, senza perdere le sue peculiarità "didattiche", scende nell'intimo dei personaggi il tono, a mio parere, ci guadagna e i risultati sono lusinghieri. La ricostruzione di Martin dell'antico rapporto con Orloff è vibrante e sentita, e Castelli si abbandona persino a inusuali tocchi di poesia (l'incipit sui versi di Coleridge, il volo di Martin-volo dell'uccello, la sua ascesa alla lamasseria scandita dal mantra dei monaci).
Due appunti soltanto: il BVZM, nelle sue reazioni, più che in una plausibile condizione di nervosismo e frustrazione per l'handicap sembra un despota da B-Movie. E poi: perchè nessuno dei suoi amici ha ricordato nel corso degli anni a Martin dell'arma a raggi, e, allo stesso modo, perchè nessuno ha fatto notare a Orloff il suo nuovo look (sono cose che passano inosservate? O la spiegazione sta nel destino castelliano?)
Disegni · 5/7 — Paolo Morales Fabio Grimaldi
Tra i disegnatori in Alessandrini-style, il tratto di Morales non è tra i miei preferiti. Meglio Torti o Filippucci. Soprattutto le facce dei personaggi (e quella di MM in particolare) mi sembrano in molte vignette un po' sciattine, come buttate giù di fretta, con quelle tre lineette diagonali a fare da zigomo. Nel corso dell'albo mi hanno convinto assai poco le facce arrabbiate di Mystere in carrozzella, più da "cattivo" che da isterico (ma forse è Castelli che le ha volute così, v.Sceneggiatura). Comunque l'albo gigante è certo un onore, ma anche un onere non da poco e Morales, con l'aiuto di Grimaldi, si è disimpegnato per le 248 tavole con buoni risultati e senza cadute di tono.
Copertina · 3/3 — Giancarlo Alessandrini
Forse lo sfondo non è molto dettagliato e Orloff sembra avere in testa più una noce di cocco che una maschera, ma l'effetto della mega-copertina e dei due arcinemici che lottano in primo piano è troppo, troppo suggestivo.
3/3
La vicenda a un fascino indescrivibile per i cultori della serie, e su Martin Mystère bisogna spesso (troppo spesso) aspettare gli albi fuori serie per leggere del fumetto e non solo del nozionismo a buon mercato. Stavolta l'albo gigante non richiede di avere sottomano 50 numeri vecchi per capirci qualcosa e per di più apre interessanti prospettive. Orloff buono? Chissà....





