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Angouleme 2007: la nuova era

per la sua 34esima edizione un festival completamente rinnovato
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Angouleme 2007: la nuova era
 

Angouleme 2007: la nuova era


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Articolo

Anno 34, anno 0. Si insiste sull’aggettivo "nuovo" alla conferenza stampa che presenta la prossima edizione del festival di Angoulême. Vediamo come...

Nuova équipe, innanzitutto

Dopo lo scandalo e le lotte intestine che l’anno scorso hanno portato al licenziamento di Jean-Marc Thévenet, é Franck Bondoux il nuovo delegato generale.

Nuova location

E qui, nonostante tutti gli infiocchettamenti degli addetti stampa, cominciano i dolori. I presenti all’edizione 2006 si ricorderanno il caos del rinnovamento della zona Champ de Mars, che un tempo ospitava le tensostrutture coi principali editori… quello spazio é oggi pronto come in effetti promesso dal sindaco lo scorso anno, ma non servirà agli stand delle case editrici. I

In giro per la rete


Angoulême
sito ufficiale della manifestazione (in francese e inglese)
Wikipedia: Angoulême
approfondimento sul festival (in francese)
visitatori di questa edizione vi troveranno l’Espace Decouvertes, comprendente ateliers, animazioni, incontri, il Pavillon Jeunes Talents, o ancora l’Espace Manga, con un’esposizione dedicata al tema dello sport nei fumetti giapponesi, ma sicuramente non gli autori e gli editori. Questo polo é stato infatti spostato nella piana sotto la città, il site Montauzier: dall’Hôtel de Ville, dove l’anno scorso era centrato l’ufficio stampa, è necessario proseguire fino allo sperduto CNBDI, e poi ancora oltre per un bel pezzo. Un servizio di navette gratuite é stato istituito, gli spostamenti sono garantiti come agevoli… e in cambio del sacrificio di un tale spostamento quotidiano, su circa 12.000 metri quadri sono stati raggruppati tutti gli editori, dai più grandi agli indipendenti, associati allo spazio para-BD dei venditori di statuine e prodotti derivati, e al mercato dei diritti internazionali. Questo nuovo sito é stato definito “la più grande biblioteca specializzata al mondo”, e il 16 gennaio si presentava così:

Il "Salon des éditeurs" il 16 gennaio
foto tratta da Il Making Of del festival

(c) FIBD

Il "Salon des éditeurs" il 16 gennaio<br>foto tratta da Il Making Of del festival<br><i>(c) FIBD</i>

Nuove manifestazioni

Alcune, secondo Bondoux, destinate a diventare altrettante pietre miliari nella storia futura del festival. Vediamo le “minori”:
  • Wall Strip, un muro su cui autori e pubblico si ritroveranno quotidianamente intorno ad una strip di 3 vignette, che ognuno potrà vestire differentemente per creare la propria storia;

    Wall Strip, la bande dessinée live

    (c) Wall Strip

    Wall Strip, la bande dessinée live<br><i>(c) Wall Strip</i>

  • Drawing Meetings: fortemente voluto dal presidente Trondheim, si tratta dell’incontro fra il pubblico e un autore che porta una tavola su cui sta lavorando in quel momento per un nuovo libro;
  • Match d’improvvisazione: sul palco, invece che 2 équipe di cantanti rap o di comici, si scontreranno François Boucq ed un manipolo di autori, in uno show fra teatro e fumetto;
  • Concerts de dessins si arrichiranno della partecipazione di un nome culto in certi ambienti francesi: la cantante Brigitte Fontaine, compagna del musicista che ha inaugurato lo spettacolo 2 anni fa, Areski Belkacem, e che ha appena fatto uscire un nuovo disco ricco di richiami al fumetto, non fosse già che per il libretto interno, si produrrà in uno spettacolo il sabato sera accompagnata al tavolo da disegno da Blutch;
  • Infine, la 24h del fumetto: nonostante l’insistenza dell’équipe sull’idea brillante avuta da Trondheim, gli italiani che ne hanno conosciute già varie edizioni sul suolo patrio resteranno un po’ blasé, e altrettanto coloro che sanno che é un’invenzione americana di McCloud.

Il filo rosso di tutte queste attività sarà una più massiccia presenza live degli autori, un maggior lavoro in fieri, piuttosto che la semplice esposizione del fumetto finito.

E veniamo ora alla più grande novità, il fiore all’occhiello che dovrebbe proiettare il festival di Angoulême, se ancora ce n’era bisogno, sulla scena mondiale, ovvero l’Esposizione Universale: nella piazza New York questa esposizione si incaricherà di presentare esperienze grafiche e narrative sconosciute in Francia, approfondendo quelle che si crede già di conoscere.

Ci saranno estratti della scena portoghese, cinese, sudafricana ma anche italiana: é stata annunciata come la “nuova carta del mondo attraverso il prisma del fumetto”. Il programma é immenso e per portarlo a buon fine il festival si dà 4 sezioni da esporre in 4 anni, per terminare giusto giusto col 2010, all’esposizione universale di Shangai. Non a caso, il tema scelto, la città, é in consonanza col filo rosso della World Expo del 2010.

Nuova affiche

In metropolitana, all’inizio l’occhio scorre sul disegno minimalista di Trondheim prendendolo per la nuova pubblicità dei saldi di Carrefour. L’opinione pubblica é divisa, fra “fallimento” e “genio rivoluzionario”. Vistosi rifiutare una prima proposta dal CNBDI, troppo graffiante, Trondheim ha spinto fino all’estremo il suo spirito di contraddizione. Finite le belle locandine con omaggi plurimi e debordanti ai grandi del fumetto passato e presente, quella di Trondheim é estremamente stilizzata e grafica: una mano gialla sfonda la scenografia rosso tinta unita. "Che" Lewis. De gustibus...

Il programma del festival

(c) aventi diritto

Il programma del festival<br><i>(c) aventi diritto</i>

Nuovo palmarès

La selezione ufficiale di 50 albi non é più divisa in categorie: 44 albi, senza più alcuna distinzione di lingua, genere e data di pubblicazione, concorreranno tutti insieme a pari merito come Essentiels; il primo classificato si aggiudicherà il Prix du Meilleur Album; gli altri 6 libri concorreranno a parte per il Prix du Patrimoine.

Chiaro? Ok, da capo.

Dimenticate il premio della migliore opera prima, del miglior sceneggiatore, della migliore serie eccetera. Adesso manga, serie al primo numero o all’ultimo, opere prime, opere originali o tradotte, si ritrovano tutte insieme, e sono 44. 6 di questi otterranno un premio ex-aequo, e saranno riconosciuti Essentiels. 1 di questi 6 sarà dichiarato Révélation ma resterà ex-aequo. Questo Révélation ha il suo equivalente 2006 in Aya de Yopougon (Gallimard) di Abouet e Oubrerie, che l’anno scorso si chiamava Prix du Premier Album. Il migliore di tutti e 44 sarà il Premio del Miglior Album. Per fare il parallelo, l’altra volta fu il nostro Gipi con Appunti per una storia di guerra (Actes Sud).

Il premio del patrimonio, i cui candidati sono 6, resta a parte, e avrà il suo gemello nel 2007 di quello che fu l’edizione passata Locas dei fratelli Hernandez (Seuil). In tutto, 6+1+1=8 premi, come il totale solito. Ma diverso.

Se ci avete seguiti fin qui, vi interesserà sapere come mai questo cambiamento epocale. I più maligni in sala mormoravano “per copiare la Fnac”, lasciando intendere che lo scopo di tutto questo fosse semplicemente concentrare il lettore su pochi albi ben visibili, fissandoglieli in testa

...la più grande novità sarà l’Esposizione Universale: nella piazza New York questa esposizione presenterà esperienze grafiche e narrative sconosciute in Francia, approfondendo quelle che si crede già di conoscere.
affinché, al di là delle distinzioni dei gusti, sapesse cosa comprare. L’interpretazione non é completamente falsa: lo scopo ufficialmente dichiarato é “rendere ottimale la leggibilità al grande pubblico” e “assicurare una natura immediata della natura dei premi”... certo che é un bel minestrone!

Appena il brusio dei rimproveri e delle perplessità si é calmato, é dovuto ricominciare per le scelte. Già estremamente discusse da un paio d’anni, quando Joann Sfar lancio’ una polemica accusando il festival di mancanza di accesso popolare, le scelte della selezione ufficiale fanno rabbrividire più d’uno ancora una volta. Basti dire che la metà dei titoli appartiene a case editrici indipendenti, piccole, una delle quali ha appena chiuso deponendo bilancio (L’An2 di Thierry Groensteen), un’altra era completamente sconosciuta (Employé du moi).

Il lato estremamente positivo é che queste produzioni, soffocate nei grandi centri e introvabili nelle librerie, hanno infine una certa visibilità.

L’Association, che quest’anno ha attraversato un periodo difficile, con la partenza di Sfar e del cofondatore Trondheim per dissidenza con la politica e la personalità (e la tendenza all’attacco volgare e indiscriminato forse?) di Jean-Christophe Menu, si candida con 4 titoli, di cui 3 produzioni originali, al pari di Cornelius, che pero’ propone essenzialmente delle traduzioni. Soleil, completamente assente lo scorso anno, é in lizza con un libro del suo nuovo label Quadrant Solaire, diretto da Denis Bajram e dalla moglie, la sceneggiatrice Valérie Mangin. La palma di grande escluso dell’anno tocca stavolta ad Albin Michel, la cui situazione di difficoltà non é più sconosciuta a nessuno: dopo la chiusura dell’Echo des Savanes e di molte testate BD prima ancora della loro uscita, non stupisce d’altronde che l’editore non sia presente al festival. Fra parentesi, non avranno il loro stand nemmeno Akileos, Bamboo, Ego comme X, e pare Les Humanoïdes.


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