Angouleme 2007: la nuova era
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- Angouleme 2007: la nuova era
- Nuova équipe, innanzitutto
- Nuova location
- In giro per la rete
- Nuove manifestazioni
- Nuova affiche
- Nuovo palmarès
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Articolo
- Anche questa è andata...
bilancio a mente fredda della 34^ Angoulême - Pacman editoria
ne resterà uno solo?!
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Nuovo presidente
Il tono é stato dato fin dall’inizio caratterizzato da polemiche gratuite coi giornalisti, richiesta delle dimissioni del maggior finanziatore, Michel-Edouard Leclerc, dichiarazioni aggressive (ma spesso giustificate da una vera volontà di proteggere il lavoro degli autori, va detto). Insomma, Lewis come l’abbiamo sempre conosciuto. Per non smentirsi, invece di fare un’esposizione consacrata al suo lavoro, come di rito, Trondheim dichiara di voler prendere il giro il sistema classico e la consacra a 7 meraviglie del fumetto, distribuendola per la città come un gioco di piste. E a quelli che contestavano il suo statuto di presidente quando é anche direttore di collezione presso Delcourt, ribatte:Ho fatto un sacco di libri bellissimi quest’anno, ma per etica professionale non ne ho proposto nemmeno uno!E in effetti solo un titolo Shampooing é in lizza,
Nuove polemiche
Angoulême non é Angoulême se non si puo’ fare una bella crisi di nervi a proposito di qualcosa. Eppure, quest’anno il rischio di veder finire male le cose é stato tale che, dopo la catastrofe e i retroscena economicamente squallidi dell’affaire Thévénet, i pettegolezzi e le maldicenze sono scomparsi dalla stampa nazionale, per salvaguardare le possibilità del festival di continuare ad esistere.L’organizzazione non é mai stata cosi caotica, gli assenti cosi numerosi, i finanziamenti cosi difficili da trovare, tutto il bel mondo parigino aspetta la nuova équipe al varco con le zanne spalancate, eppure l’esplosione in Internet e sui giornali conosciuta 2 anni fa, quando una comunicazione di Sfar fu resa pubblica, non c’é stata.
Certo, girano mail contestatrici di dubbio gusto, certo, Futuropolis é nell’occhio del ciclone e nonostante (o a causa di) i premi ricevuti é osteggiata da vari colleghi editori, ma fra il terremoto verificatosi in Media Participation (l’affaire Dupuis-Gendrot-Kennes), il gruppo Lagardère che scombussola Albin Michel, il fallimento di Groensteen, il fagocitamento di un sacco di piccole etichette da parte di grandi compagnie e lo smembramento de L’Association, nessuno ha voglia di lavare i panni sporchi in pubblico dopo un anno cosi estenuante, e ci si concentra sul fatto che l’importante é che il festival, che tutto il mondo invidia, esista ancora.
Nuovo toto-vincitore
Dopo le follie del sabato sera angoumoisino, la domenica mattina del festival é consacrata alle elucubrazioni sul futuro vincitore del Grand Prix. Il voto della vostra inviata andrebbe questa volta a Joann Sfar: ieri entrando in un’edicola 4 magazines lo avevano in copertura, 2 all’interno... fate vobis, più mediatizzato di cosi si muore, é quest’anno o mai più.
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