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Anne Frank a fumetti

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In occasione del Giorno della Memoria, istituito nel 2007 dall’Assemblea delle Nazioni Unite per ricordare la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa sovietica e di cui proprio oggi ricorre l’80° anniversario, presentiamo quattro opere a fumetti dedicate a Anne Frank, quindicenne di origine tedesca, profuga in Olanda. Anne fu vittima insieme alla sua famiglia delle persecuzioni naziste, per sfuggire alle quali rimase segregata per oltre due anni in un rifugio segreto nel centro di Amsterdam, dove scrisse il celebre diario che il padre Otto Frank ritrovò dopo la liberazione e che decise di pubblicare dopo aver saputo della scomparsa della figlia nel campo di sterminio di Bergen-Belsen. Pubblicato in Olanda e adattato per un’opera teatrale e un film hollywoodiano, il Diario di Anne Frank – custodito nella casa museo ad Amsterdam – diviene una delle testimonianze più notevoli dell’Olocausto che colpì gli appartenenti alla religione ebraica, facendo divenire Anne uno dei personaggi simbolo della Shoah. Negli anni, la Fondazione Anne Frank e la Casa di Anne Frank hanno cercato di diffondere in tutti i modi il messaggio di pace e di fratellanza che emerge nel Diario, anche attraverso alcune opere a fumetti che analizzeremo qui di séguito.

Sid Jacobson & Ernie Colon – Anne Frank. La biografia a fumetti

La prima opera di cui ci occupiamo in questa nostra breve rassegna è la biografia ufficiale di Anne, realizzata dagli americani Sid Jacobson ed Ernie Colon in collaborazione con La Casa di Anne Frank di Amsterdam nel 2010, pubblicata in Italia nel 2011 da Rizzoli-Lizard. Con questo lavoro gli autori completano una sorta di loro percorso nella storia contemporanea, dopo aver realizzato in precedenza opere dedicate a Che Guevara e all’11 Settembre. Il disegnatore Colon, di origini portoricane, nella sua carriera si è poi occupato anche della Rivoluzione americana e dell’assassinio di Kennedy. Jacobson e Colon sono veri e propri specialisti nella realizzazione di biografie storiche a fumetti e non sacrificano il loro stile, decisamente classico, nella trasposizione dell’opera.

I due autori realizzano una biografia completa partendo dalla storia delle famiglie dei genitori di Anne, dalla prima guerra mondiale alla crisi del 1929 (con l’emergere delle difficoltà economiche per il padre di Anne) e all’avvento del nazismo, il cui antisemitismo dichiarato e attuato spinge la famiglia Frank a spostarsi da Francoforte ad Amsterdam. Nella narrazione scorrono gli avvenimenti mondiali parallelamente a quelli personali della famiglia, fino all’ingresso nell’alloggio segreto: qui devono rimanere reclusi dal 6 luglio 1942 fino al 4 agosto 1944, quando vengono scoperti e inviati nei campi di concentramento a cui il solo Otto Frank sopravviverà.

Buona la scorrevolezza di lettura dell’opera di Jacobson e Colon, che raccontano dell’infanzia quasi paradossalmente serena di Anne, nonostante le incertezze legate alla guerra e all’escalation del nazismo.
Nella biografia emerge il carattere forte della ragazza, il suo coraggio che le permette di non rassegnarsi alla reclusione e che la spinge a continuare a sognare il momento in cui sarebbe uscita finalmente dalla prigionia per poter riprendere la sua vita da adolescente. Nonostante i disagi vissuti nell’alloggio per la convivenza con gli altri rifugiati e il terrore di venire scoperti, emerge lo spirito di solidarietà della famiglia che si preoccupa per le notizie che provengono dall’esterno riguardanti chi viene catturato dai nazisti (fiancheggiati dai collaborazionisti olandesi) per essere inviato nei campi di sterminio. Pur non essendo religiosa, a differenza della madre, è chiara la consapevolezza in Anne che si trattava di una tragedia per tutto il popolo ebraico.

I momenti fondamentali dell’opera sono ovviamente la scelta e la preparazione del rifugio segreto da parte di Otto Frank e dei suoi soci in affari, e l’inizio della scrittura del diario da parte di Anne, decisione rafforzata dalla notizia che dopo la conclusione della guerra il governo olandese avrebbe pubblicato i lavori di memorialistica elaborati durante il conflitto. Aumenta così l’anelito a scrivere dell’alloggio segreto e di raccontarsi, in cui emerge il suo percorso di crescita ma anche la sua voglia di  normalità.

La biografia non si conclude con la quasi totale scomparsa dei rifugiati, bensì con il rientro alla vita di Otto Frank, il fortunoso ritrovamento dei diari e la decisione di pubblicarli. Da lì inizia una sorta di passaparola sull’importanza di un documento storico così importante e la sua enorme diffusione.

Jacobson e Colon realizzano un ritratto individuale ma anche collettivo del mondo in quegli anni tragici, consultando numerose fonti e fotografie dell’epoca.

 

Antoine Ozanam & Nadji, Il Diario di Anne Frank. Il retrocasa, annotazioni al diario dal 12 giugno 1942 al 1° agosto 1944

L’adattamento del diario di Anne Frank realizzato dallo sceneggiatore Antoine Ozanam e dal disegnatore Nadji è stato pubblicato in Francia nel 2015 dall’editore Soleil e portato in Italia da Star Comics nel 2021, con l’intento dichiarato di diffondere il più possibile l’opera di Anne Frank, cercando di avvicinare un nuovo pubblico.

Ozanam e Nadji non realizzano una trasposizione didascalica: al contrario, la loro messa in scena è pienamente fumettistica, dall’uso dei colori alla scelta delle scene da illustrare, partendo dalla prima edizione del Diario, quella curata da Otto Frank nel 1947.

Emergono ovviamente tutti gli elementi presenti nel diario, le difficoltà della convivenza tra tante persone in un ambiente così ristretto, le liti tra l’adolescente Anne e la madre, la scomodità del lavarsi senza far rumore quando la palazzina è occupata in orario lavorativo, la monotonia del rancio.

Alle difficoltà quotidiane si aggiungono le notizie terrorizzanti che arrivano dal mondo esterno, con le deportazioni dei conoscenti ebrei catturati dai nazisti e il pericolo dei bombardamenti alleati su Amsterdam. Filtrano anche le informazioni positive che rinfocolano le speranze dei rifugiati, come l’arresto di Mussolini e la sconfitta del fascismo italiano, la resistenza sovietica a Stalingrado, il D-Day e l’attentato a Hitler. Grazie alla radio che possiedono e che ascoltano appena possibile, i rifugiati ricevono le notizie del mondo esterno.

Emergono le profondità delle considerazioni di Anne, un’adolescente che ha visto distrutto il proprio modo di vivere ma che non si arrende alla disperazione, anzi è forte il contrasto tra la i suoi momenti di spensieratezza e l’ansia legata alla loro situazione di rifugiati.

Le illustrazioni lasciano spazio alle emozioni dei personaggi, soprattutto tramite l’uso dei colori, tra cui la predominanza è di quelli scuri (come il viola della copertina), legati ovviamente alla tragicità del racconto. Per il disegnatore Nadji si tratta dell’opera d’esordio: il suo tratto è sintetico e non realistico, ma estremamente evocativo, perfetto per i caratteri intimi del diario.

La conclusione del racconto avviene con un’interruzione netta, brusca, come non poteva non essere, a rispecchiare il mancato finale del diario di Anne.

 

Ari Folman & David Polonsky – Anne Frank. Diario

Nel 2012, la Fondazione Anne Frank chiede al regista e sceneggiatore israeliano Ari Folman di realizzare un film d’animazione per bambini basato sul diario di Anne e una versione a fumetti dello stesso. Folman coinvolge il disegnatore David Polonsky, con cui aveva già realizzato il graphic novel e il film d’animazione Valzer per Bashir (sulla tragedia libanese del 1982): i due autori danno alla luce nel 2017 la trasposizione del Diario, tradotta in Italia nello stesso anno dall’editore Einaudi e reperibile anche nelle edicole italiane nel 2018 allegato al quotidiano Repubblica in occasione del Giorno della Memoria.

Si tratta di una rilettura allo stesso tempo fedele ma anche piena d’inventiva, come nel caso della rappresentazione dei caratteri degli abitanti del rifugio segreto, la cui psicologia viene scavata a fondo.

Sono riportati brani interi del diario, dove le fantasie di Anne si scontrano con le difficoltà della convivenza forzata e l’ansia del pericolo che passa loro vicino, come quando i ladri irrompono nel palazzo terrorizzando tutti gli ospiti dell’alloggio segreto.

A stupire è l’inventiva grafica di Polonsky, che dà vita alle fantasie oniriche di Anne, cui lascia più spazio nella narrazione. Il disegnatore israeliano realizza illustrazioni con un mix di stili – dal realismo al surreale – e con un approccio visivo innovativo.

Come specifica Folman nelle note a conclusione dell’opera, alcuni aspetti del diario nella trasposizione a fumetti non potevano che essere sintetizzati, com’è ovvio in qualsiasi tipo di rifacimento. Quello che fa la differenza è ovviamente che cosa si sceglie di trasporre e in che modo. Folman e Polonsky si dichiarano consapevoli delle libertà d’interpretazione che si sono presi e di aver soppesato lungamente ogni scelta. L’aspetto fondamentale però è l’essere riusciti a catturare l’essenza dell’opera di Anne, la sua capacità di descrivere la tragica esperienza che stava vivendo e lo spirito indomito con cui l’ha affrontata, senza mai perdere la speranza di poter tornare a vivere un’esistenza normale.

 

Ari Folman & Lena Guberman – Dov’è Anne Frank

Dopo aver realizzato la trasposizione a fumetti del Diario di Anne Frank, Folman racconta nuovamente nel 2021 la storia di Anne nel film d’animazione Anna Frank e il Diario Segreto, da cui trae un nuovo graphic novel – Dov’è Anne Frank – insieme all’illustratrice Lena Guberman. Questa volta lo fa partendo da un punto di vista insolito: quello di Kitty, l’amica immaginaria cui Anne scriveva nel Diario. Anche in questa occasione è Einaudi a portare in Italia il graphic novel, nel 2022.

In un’Amsterdam contemporanea, fredda e inospitale (e non solo per i canali insolitamente ghiacciati, quanto per la mancata accoglienza di numerosi profughi in fuga dalla guerra), sparisce misteriosamente la copia originale del Diario di Anne Frank dalla casa-museo che accoglie ogni giorno migliaia di visitatori. Il mistero ha una soluzione soprannaturale: il Diario ha preso vita incarnandosi in Kitty, ragazzina dai capelli rossi, cui Anne pensava scrivendo il suo diario. L’occasione è preziosa per rileggere ancora una volta la tragica storia di Anne, la cui drammatica conclusione ovviamente non è conosciuta da Kitty. Braccata dalla polizia che la crede autrice del furto del diario, Kitty ha la possibilità di conoscere le vie e i canali di Amsterdam, trovando solo la solidarietà e l’aiuto dei profughi odierni, che cercano in Europa rifugio dalle guerre che insanguinano il mondo, proprio come cercava di fare nel secolo scorso la famiglia Frank.

Folman decide di rileggere la storia di Anne Frank collegandola al mondo contemporaneo e alle sue mille contraddizioni, dato che – come sottolinea Kitty nel fumetto – non si capisce a cosa possa servire dedicare vie, musei e biblioteche ad Anne se poi si sceglie di chiudere gli occhi e voltarsi da un’altra parte di fronte alle medesime sofferenze di oggi. Un’opera coraggiosa che in maniera innovativa riesce a portare Anne Frank oltre il XX secolo, oltre la specifica vicenda storica, individuando parallelismi abbastanza ovvi – ma che tendiamo a non vedere – tra le vicende vissute durante l’Olocausto e le crisi umanitarie attuali.

Dev’essere stato difficile, per tutti questi autori, approcciarsi ad un’opera così conosciuta con il rischio di distaccarsi troppo dalla pagine scritte così magistralmente da Anne e interpretarle in maniera troppo libera, oppure al contrario produrre un lavoro esclusivamente didascalico, tendente magari alla “beatificazione” dei suoi protagonisti, sulla base della tragedia che hanno vissuto. C’è da dire però che il Diario di Anne Frank deve la sua fortuna e la sua popolarità proprio alle sue varie trasposizioni, teatrali e cinematografiche, e che lo stesso Otto Frank dovette fare una sorta di editing tra tutto il materiale narrativo lasciato dalla figlia. Ben vengano quindi anche le nuove versioni illustrate o a fumetti che ci permettono di ricevere ancora una volta il messaggio di speranza scritto da una ragazzina adolescente apolide più di 80 anni fa.

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