Valutazione 6 su 10
Se ad una prima lettura l’albo non mi aveva particolarmente convinto, la seconda ha addolcito il giudizio e reso più appagante la fruizione.
La cover è simbolica e di impatto, con il team al completo finito dietro le sbarre di celle sospese. Nonostante la scelta di tenersi su tonalità fredde, risulta piuttosto scura rendendo difficoltoso riconoscere – ad uno sguardo non attento – chi sia imprigionato nelle gabbie in secondo piano: posso però intuire l’intento di Elena Casagrande di voler restituire un senso di oppressione e difficoltà.
Leonardo Cantone e Luca Lamberti utilizzano un archetipo narrativo classico, cioè quello di far finire tutti i protagonisti del team in trappola – tranne il “solito” Tagh, che dovrà adoperarsi per liberare i compagni.
Il motivo per il quale cadono nel tranello e le conseguenti operazioni di liberazione dei Nostri sono concrete e penso siano state gestite intelligentemente, tenendo in considerazione anche la goffaggine e l’impreparazione degli elementi che compongono il gruppo; ma se c’è una situazione a mio avviso poco credibile è la risoluzione finale pacificatrice, inerente anche il segreto del nano Bael e del popolo nanico che li aveva imprigionati.
Il comparto artistico è affidato alle matite di Alessio Zanon, che ha uno stile tendente all’umoristico e del quale non sono propriamente un fan, in quanto mi rende necessario uno sforzo maggiore per abituarmi ai volti dei personaggi caratterizzati in modo piuttosto cartoonesco. Inspiegabile anche come la barba di Aridan possa essere cresciuta in quel modo nel giro di una manciata di giorni di cammino.
Di contro ambienti, agenti atmosferici e movenze dei corpi sono ben resi, grazie anche alla ricchezza e alla cura dei dettagli.
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