Quattro passi al Salone del Libro di Torino

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È sempre un piacere visitare il Salone del Libro di Torino, il massimo evento culturale nazionale, che anche quest’anno – per la XXXVI edizione, con tema la Vita Immaginaria – è stato ospitato negli spazi del Lingotto, sempre più ampi ed ospitali. Tra gli svariati eventi presentati non poteva ovviamente mancare il fumetto, con la presenza di numerose case editrici e la presentazione di alcune nuove opere.

Uno degli autori più attesi è stato sicuramente Zerocalcare, che ha presentato la sua nuova opera, Quando Muori Resta a Me, sempre pubblicata da Bao Publishing. Nella nota stampa conclusiva si descrive l’evento che ha visto protagonista il fumettista di Rebibbia come uno dei più attesi e con maggiore affluenza di pubblico di tutto il Salone, al pari di quelli dedicati a Salman Rushdie e Orhan Pamuk, giusto per far capire il livello di rilevanza che hanno le opere di Zerocalcare: un successo ormai duraturo, nello stesso tempo impensabile e assolutamente meritato.

Stefano Vietti al Salone del Libro

Già all’ingresso del Padiglione 1 del complesso del Lingotto, gli appassionati di fumetto hanno avuto la lieta sorpresa di trovare numerosi stand di varie case editrici, fra cui ovviamente la Sergio Bonelli Editore che ha presentato l’atteso volume con l’adattamento del Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, realizzato da una coppia d’eccezione come Michele Medda e Pasquale Frisenda. Numerosi sono stati gli autori bonelliani presenti al Salone, tra cui i creatori di Dragonero, Luca Enoch e Stefano Vietti. Mentre Enoch era impegnato nella sessione firmacopie e realizzazione degli sketches per l’edizione manga di Gea, Vietti si è sbilanciato con qualche anticipazione sulla serie fantasy che ha superato i 10 anni di vita e che vedrà – il prossimo anno – terminare la saga Mondo Oscuro, con il ritorno alle tematiche iniziali, con Ian impegnato come scout nell’Erondar. Concluso il percorso di Dragonero Adventures, pubblicazione per ragazzi legata ai cartoni animati, proseguiranno le serie cartonate – Senzanima e Gli Eroi – che ottengono un ottimo successo e di cui non è prevista un’edizione da edicola, cui si aggiungerà la riproposizione in albo cartonato del team-up con Conan il Barbaro in un’edizione che farà risaltare i disegni di Lorenzo Nuti. Prosegue l’impegno di Vietti anche per le serie Zombicide (realizzate per la Cmon e tradotte dalla Bonelli), ispirate ai famosi videogiochi, mentre lo sceneggiatore bresciano ritiene improbabile un suo ritorno su Nathan Never.

Poster omaggio della Tunué

Sempre allo stand Bonelli, Mattia Surroz firmava le copie del graphic novel Riflesso Perfetto, dichiarando che al momento è maggiormente all’opera su Topolino e che non vede in questo periodo la possibilità di collaborare a qualche serie bonelliana.

Intorno allo stand Bonelli capeggiavano le installazioni della Star Comics, il cui il fumetto più richiesto continua ad essere Dragonball, nonostante presenti anche la nuova versione di Sin City di Frank Miller; meritevole lo sforzo della casa editrice di avvicinare nuovi lettori ai fumetti, con la proposta di albi ideali per i neofiti. Evidentemente l’egemonia dei manga è sempre maggiore nel mondo del fumetto italiano, come testimoniato anche nello stand della Panini, dove l’etichetta Planet Manga la fa da padrone, nonostante la presenza dei supereroi – con i nuovi DC Pocket Collection in spolvero (titolo più venduto l’eterno Watchmen) – e il primo numero degli Infallibili, la nuova miniserie di Leo Ortolani.

Uno dei segnali più incoraggianti per il mondo del fumetto è l’interesse delle grandi realtà editoriali del paese che, fra alti e bassi, hanno nel corso degli anni costruito collane e cataloghi con graphic novel tradotti e opere italiane. Nello stand della Mondadori e affiliati campeggiava soprattutto la saga di Alice Oseman con la saga romantica di Heartstopper, nella collana Oscar Ink. Si affida al proprio catalogo Rizzoli Lizard, che ha anche proposto – tra le altre cose – gli immortali Blanketts di Craig Thompson e Che di Breccia e Oesterhed. Da Feltrinelli Comics faceva bella mostra di sé Andate in pace, la nuova antologia del Don Zauker di Caluri e Pagani.

La graphic novel Il Maestro e Margherita

Più interessanti, a livello di novità, gli stand degli editori puri di fumetti. Oblomov propone La sola cura, la nuova opera di Giuseppe Palumbo che racconta la storia vera di un medico lucano arrivato in Cina durante la guerra dei Boxer, mentre un grosso successo riscuote – sempre – il cofanetto di Igort con i Quaderni Russi e Ucraini; meritevole inoltre di citazione Gli Universi di Akira Toriyama, omaggio all’artista giapponese recentemente scomparso. Forse lo stand meglio organizzato era quello di Tunué, dove ovviamente dominava Pera Toons, ma dove era anche possibile passare dalle Strambe Storie Sottomarine di SpongeBob ai Miti del Nord di Neil Gaiman e P. Craig Russell fino ad arrivare a Chaplin. Il Principe di Hollywood, graphic novel francese dedicato al grande regista. Da Coconino è andato esaurito Gatto Pernucci, con magnete e senza, ma gli appassionati del sanmarinese Juta hanno potuto comunque prenotare il volume al Salone.

In questa breve cronaca, che non intende minimamente essere esaustiva, è doveroso segnalare anche qualche editore meno conosciuto, come la linea Futuresque con i fumetti fantascientifici della casa editrice Future Fiction, le sperimentazioni artistiche di Tabula Rasa edizioni e i manuali di TheSigns Comics, Accademia di Arti Visive di Firenze.

Tra le opere migliori, anche se non uscite quest’anno, c’è sicuramente il graphic novel tratto da Il Maestro e Margherita, realizzato da Riccardo Cecchetti e Simona Caprioli con una tecnica che unisce fotografia e disegno in maniera sorprendente, pubblicato dalla casa editrice spagnola El Doctor Sax.

Matteotti e Noi

Da segnalare anche Matteotti e Noi. Una Lezione di Libertà, graphic novel realizzato da Giuseppe Amari e Antonio Palma per la Fondazione Matteotti e dedicato al martire socialista, che fa parte di un’operazione multimediale molto interessante, che comprende (oltre al fumetto) un film, un’opera teatrale e un kit formativo da utilizzare a scuola.

Come di consueto, il Salone del Libro ha dato spazio a eventi di tutti i tipi, presentando la realtà culturale italiana nella sua variegata complessità, dentro la quale il fumetto occupa senza dubbio un posto stabilmente fondamentale, come testimonia la risonanza che sempre più autori e opere riscuotono.

 

 

Massimo Cappelli

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