X-Men Inferno.
Quando i crossover erano veramente dei maxi eventi

Un crossover epocale per la Marvel di fine anni '80

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La testata antologica da edicola della Panini Comics, Marvel Integrale X-Men, nata per pubblicare – in edizione bonelliana da edicola – le storie scritte dallo sceneggiatore Chris Claremont, dopo aver superato agevolmente il quinto anno di vita ha presentato lo scorso autunno la parte essenziale del crossover Inferno, che interessò le testate mutanti della Marvel Comics a inizio 1989. L’importanza di quelle storie è notevole, dato che portava a compimento alcune sottotrame portate avanti nel corso degli anni da Claremont, vero e proprio deus ex-machina del mondo degli X-Men, affiancato all’epoca sulla testata principale (Uncanny X-Men) dal disegnatore Marc Silvestri, in una saga che rappresenta uno dei vertici narrativi della sua lunga gestione delle avventure mutanti.

Nelle storie pubblicate, con una vera e propria sterzata horror, si compie il destino di Madelyne Pryor, che scopriamo essere solo un clone di Jean Grey, la Marvel Girl, membro fondatrice dei primi X-Men – quelli, per intenderci, di Stan Lee e Jack Kirby negli anni ’60 – data per morta dopo essere diventata l’incarnazione della forza cosmica Fenice. Riassumendo brevemente i vari avvenimenti che, in pieno soap opera style, si succedettero rapidamente dopo la tragica (per quanto temporanea) scomparsa di Jean, Scott Summers – alias Ciclope, il capo degli X-Men, suo storico fidanzato – aveva lasciato il gruppo per unirsi a Madelyne, pilota d’aereo sorprendentemente somigliante a Jean, con cui si sposa e ha un figlio, Nathan. Scott, non proprio la persona più stabile del mondo dal punto di vista affettivo, quando scopre che Jean è ancora viva, abbandona moglie e figlio per raggiungerla prontamente. Inferno è il racconto della vendetta che Madelyne ordisce contro il mondo intero, corrotta dal suo ruolo come Regina dei Goblin e dalle macchinazioni del misterioso Sinistro, essere dai poteri non quantificabili che sembra coltivare un interesse tutto particolare per la famiglia Summers e che incarica per questo motivo i biechi Marauders di rapire il piccolo Nathan.

Incontro! C. Claremont/ M. Silvestri- D. Green; Uncanny X-Men 241 

Ovviamente il crossover è molto di più di questo, dato che Claremont e Louise Simonson, autrice all’epoca delle testate dedicate a X-Factor e ai Nuovi Mutanti, ne approfittano per portare a compimento molte sottotrame che animavano le varie collane ormai da parecchio tempo. Si assiste quindi al primo storico incontro tra X-Men e X-Factor, gruppo formato proprio dagli X-Men originali tra cui Jean e Scott; si compie poi il destino di Illyana, membro dei Nuovi Mutanti e Regina del Limbo; si approfondiscono poi i piani di Sinistro e dei suoi sgherri – tra cui, per esempio, Polaris, signora del magnetismo, solitamente dalla parte dei buoni, ma da qualche tempo posseduta dall’entità maligna Malice.

Gli X-Men sopravvissuti al precedente crossover (La Caduta dei Mutanti), rifugiatisi in Australia, sono ritenuti morti in tutto il mondo, e  hanno appena vissuto un’amara vicenda a Genosha, stato in cui i mutanti  vivono una sorta di apartheid modellato su quello sudafricano dell’epoca, riproposto su X-Men integrale n.55, Giorno di gloria. Vicenda che si conclude sul n. 56, I piani di Sinistro accendono l’Inferno, albo in cui parte il prologo di Inferno, con i prodromi di una e vera e propria invasione demoniaca a New York, mentre Madelyne – dopo aver sedotto Alex Summers, Havok, il fratello di Ciclope – mostra tutta la sua instabilità mentale. Nel n.57 di X-Men Integrale, Inferno inizia qui! sono presenti tutte e tre le testate mutanti, con I Nuovi Mutanti nel Limbo, il regno di Illyana/Magik, che sta per essere usurpato dal demone S’ym, mentre X-Factor deve affrontare le conseguenze dell’invasione infernale a Manhattan, e sulle pagine di Uncanny X-Men Madelyne sfida Sinistro scoprendo le sue vere origini, mentre gli X-Men affrontano ancora una volta i Marauders.

Jean e Madelyne; L. Simonson/ W. Simonson- A. Milgrom; X-Factor n.38

Il n.58 dell’integrale, Una questione d’onore, non contiene storie dedicate agli X-Men bensì due spettacolari albi dei New Mutants, scritte da Louise Simonson e illustrate magistralmente da Brett Blevins (grazie anche alle chine di Al Williamson), con gli adolescenti mutanti che spalleggiati da Colosso riescono a fronteggiare il demone S’ym salvando la vita a Illyana, ritornata bambina, in pagine veramente palpitanti. X-Factor invece deve lottare contro Madelyne appoggiata dall’altro demone N’Astirth per la vita di Nathan, il figlio di Ciclope, proprio mentre irrompono sulla scena gli X-Men per il più atteso degli incontri. Incontro/scontro, nella migliore tradizione supereroistica, che avviene nel numero successivo, con Il Ritorno dei Fondatori, grazie a due lunghi racconti tratti da Uncanny X-Men e X-Factor con il destino finale di Madelyne Pryor, dopo uno scontro psichico con Jean Grey. Nell’epilogo del lungo crossover – Il Trionfo di Sinistro! – anche il losco manipolatore dovrà pagare il fio delle sue malefatte, di fronte ai due supergruppi uniti.

L’importanza di questo ciclo di storie è dimostrata anche dalle numerose riproposizioni del crossover negli anni successivi, in Italia anche in versione definitiva per esempio nel 2022, che contiene l’intero crossover (anche le serie come Excalibur e X-Terminators non incluse per questioni di spazio e formato nella versione da edicola), mentre solo l’anno scorso lo sceneggiatore Jonathan Hickman ha scelto come titolo della run finale della sua gestione delle testate mutanti un più che simbolico X-Men: Inferno.

L’aspetto che risalta di più nella rilettura di questo ciclo di storie è la capacità degli autori Marvel di quel tempo di riuscire a intrecciare tutte le trame delle varie testate in maniera coerente, cosa che purtroppo non si ripete spesso – specialmente negli ultimi anni, quando la proposta di crossover di questo genere è diventata un’abitudine – con lo scopo di risollevare le vendite sempre più scarne dei comics americani. Coerenza che si può ravvisare anche negli altri crossover del periodo, Massacro mutante e La caduta dei mutanti, tutti coordinati impeccabilmente seppure tutti pianificati in maniera differente, con storie di grande impatto e con conseguenze tangibili nelle continuity delle varie serie.

Sicuramente il momento più atteso è rappresentato dall’incontro tra X-Men e X-Factor, gruppo composto appunto dagli X-Men originali, se non altro perché dopo varie svolte narrative delle due collane (tenute accuratamente e deliberatamente separate nel corso degli anni dagli autori Claremont e Simonson), i rapporti tra i vari personaggi erano veramente tutti da scoprire per i lettori. Basti pensare che gli X-Men non sapevano che Jean Grey fosse viva e che i membri di X-Factor erano convinti che Tempesta e compagnia fossero morti dopo il ciclo denominato Caduta dei Mutanti. Da questo incontro, tante volte rimandato, già ai tempi di Massacro mutante, scaturiscono innumerevoli interazioni personali tra i vari personaggi. Tale attesa è stata costruita negli anni, grazie ad un paziente lavoro di pianificazione della continuity, con la supervisione di Tom De Falco e Bob Harras.

I patimenti di Illyana
L. Simonson/ B. Blevins- A. Williamson; New Mutants 72

La ricaduta più evidente del crossover è la conclusione di tutte le trame legate al personaggio di Madelyne Pryor, che già dal nome sceltole da Claremont aveva nel proprio destino il ruolo di doppio (Madeleine era la protagonista del film La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock). Un personaggio che probabilmente non ha trovato la sua piena collocazione all’interno dell’universo mutante, tanto più nel momento in cui è stato deciso di far resuscitare Jean Grey, con alcune delle pagine più goffe e meno riuscite dell’epopea Marvel degli anni ’80, in storie con Avengers e Fantastici Quattro che portò nel 1986 al primo numero di X-Factor, cancellando una delle saghe più emozionanti: quella della sua morte come Fenice Nera. Anche Illyana, la sorella di Colosso (membro dei Nuovi Mutanti come Magik), ha notevoli ripercussioni: prima trasformandosi nella cupa Darkchylde, dovendo combattere per mantenere il suo potere sul Limbo, minacciato dalle stesse trame infernali che angustiano New York, per poi trovarsi ringiovanita e immemore. Illyana non è mai stato un personaggio particolarmente fortunato, su cui gli sceneggiatori Marvel in passato si sono accaniti, tra eventi tragici e inaspettate resurrezioni.

A favorire il successo del ciclo di storie è sicuramente la sintonia con cui lavoravano tutti i vari team di autori, tutti di rango elevato, non soltanto Claremont. Al di là di alcune serie non inserite in X-Men Integrale, come Excalibur e X-Terminators, era un ottimo periodo anche per tutte le testate mutanti, per X-Factor realizzato dai coniugi Simonson e per i Nuovi Mutanti con i disegni veramente spettacolari di Bret Blevins.

Decisamente incisive le tavole dedicate alla trasformazione satanica di Manhattan, con ripercurssioni narrative anche su altre testate Marvel non legate direttamente al mondo mutante, che fecero però parte integrante dell’evento – come Daredevil, Fantastic Four, Spiderman e Avengers – in cicli narrativi che diventeranno tipici negli anni ’90, fino ad arrivare ai grandi crossover che coinvolgeranno tutte le collane della casa editrice americana. Il primo incontro tra X-Men e X-Factor, visto in Inferno, porta il primo tassello all’unificazione di tutte le testate mutanti (che si completerà dopo l’abbandono di Claremont della Marvel) con una sorta di standardizzazione delle storie delle varie collane, prima così differenziate.

In Italia, per il crossover, case editrici rivali – come Star Comics e Play Press – che traducevano le diverse collane mutanti sulle testate italiane Incredibili X-Men e X-Marvel, decisero di collaborare, in modo da poter permettere ai lettori di leggere il ciclo di storie in maniera coerente.

Oltre a rappresentare un bel tuffo nel passato, la riproposizione di queste storie sulle testate Integrali da edicola rappresenta – in virtù della sua completezza – un’importante testimonianza dell’evoluzione della Marvel, che va sempre più concentrandosi verso maxi eventi che possano attirare le attenzioni sui loro personaggi, anche per il possibile uso su altri media – cinema e serie tv in primis.

X-Men integrale 55 – Giorno di gloria
X-Men integrale 56 – I piani di Sinistro accendono l’Inferno
X-Men Integrale 57 – Inferno inizia qui!

Massimo Cappelli

"Fa quel che può, quel che non può non fa"

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