Zagor, Mister No, Tex: quando Bonelli giudicava Nolitta

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I nostri lettori hanno apprezzato gli articoli sui sondaggi che abbiamo dedicato agli eroi della Sergio Bonelli Editore, tanto è vero che quelli con il sondaggio “dimenticato” di Zagor e con il referendum bonelliano del 1981 hanno avuto migliaia di accessi, per non parlare della rubrica Zagor Top 5 che ha raccolto i voti di autori, critici e semplici appassionati. Proprio nel primo articolo di quella rubrica, tra i “voti” sulle storie preferite apparivano anche quelli di Sergio Bonelli, creatore di Zagor con il suo consueto pseudonimo, Guido Nolitta: qualche tempo fa, un navigante ci ha chiesto se potevamo fare un recupero simile anche per le storie di Mister No che Bonelli reputava migliori… e a quel punto ho deciso di ampliare la ricerca e sviluppare alcune riflessioni, con l’aiuto degli altri redattori.


In molte interviste rilasciate nel corso degli anni (e apparse su libri, riviste, documentari ecc.), Sergio Bonelli ha sempre parlato con molta modestia – anzi, quasi con ritrosia – della sua attività di sceneggiatore, affermando che scriveva durante i week-end e/o nei momenti faticosamente ritagliati alla sua attività di editore: sin dalla fine degli anni Cinquanta, inoltre, decise di usare lo pseudonimo Guido Nolitta per evitare qualsiasi confronto diretto con suo padre Gian Luigi, autentico patriarca del fumetto italiano. Tale volontà di diversificazione era rispecchiata anche dai personaggi creati da Sergio, la cui psicologia era ben lontana da quella del granitico Tex e di altri eroi “tutti d’un pezzo” creati da G.L. Bonelli.

A gennaio 1991, però, sulla pagina della Posta del Tutto Zagor n° 66, Sergio decise di mettere da parte la sua consueta riservatezza: rispose infatti alla lettera di un appassionato e, dopo aver schivato l’argomento per anni, indicò quelle che erano le storie zagoriane migliori scritte dal suo alter ego, escludendo quelle scritte da altri autori (va ricordato che Bonelli aveva smesso di scrivere Zagor oltre dieci anni prima). Ecco l’elenco con, tra parentesi, i numeri degli albi e i disegnatori:

Odissea americana (albi 87-89, Ferri)
Zagor racconta… (albi 55-56, Ferri)
Kandrax il mago (albi 129-133, Ferri)
Zagor contro il vampiro (albi 85-87, Ferri)
Terrore dal sesto pianeta (albi 178-182, Ferri & Bignotti)
L’avvoltoio (albi 22-23, Ferri)
Oceano (albi 95-99, Ferri)
La mano di Allah (albi 75-76, Ferri)
I sei della “Blue Star” (albi 68-70, Ferri)
Ramath il fakiro (albi 62-65, Ferri & Donatelli)
La marcia della disperazione (albi 112-116, Ferri & Bignotti)
Tigre! (albi 136-138, Ferri)

Scorrendo i titoli, ho subito – inevitabilmente – pensato: “Bonelli ha limitato la sua scelta non solo alle storie scritte da Nolitta, ma anche a quelle disegnate da Ferri…” Pur sapendo quanto Sergio fosse legato a Gallieno Ferri, creatore grafico del personaggio, è impossibile non notare l’assenza praticamente completa dell’altro disegnatore principale di Zagor, Franco Donatelli: e onestamente è un particolare che stona in misura ancora maggiore pensando che è stato proprio Donatelli il disegnatore delle storie “impegnate” (con finali amaramente realistici) in cui il popolo indiano veniva vessato e Zagor non riusciva a far trionfare la giustizia, cioè quegli autentici capolavori che rispondono ai titoli di Mohican Jack, Libertà o morte, La rabbia degli Osages e Sandy River. Che sia presente una storia dai toni ben più leggeri come I sei della Blue Star invece di una delle storie appena citate può sembrare strano, ma tant’è: queste erano le 12 storie nolittiane di Zagor che Bonelli indicò come sue preferite.

Come segnalato dal navigante di cui parlavo in precedenza, in quello stesso anno (nella Posta del n° 199, pubblicato a dicembre) Bonelli decise di compiere un’operazione analoga con l’altra sua creatura prediletta, Mister No, al punto da citare espressamente la precedente “votazione” zagoriana e da riprenderne un paio di caratteristiche: la scelta limitata a storie scritte da Nolitta e la quantità di storie indicate, dodici. Ecco l’elenco:

Atlantico! (albi 24-26, Diso)
I cacciatori di teste (albi 31-33, Diso)
Il re del Sertão (albo speciale 3, Diso)
Il tempio dei Maya (albi 12-15, Diso)
Sfida al Pantanal (albi 155-159, D. & S. Di Vitto)
L’uomo della Guyana (albi 6-7, Diso)
Il demone etrusco (albi 131-133, Diso)
La mafia non perdona (albi 76-78, Diso)
Il dio vendicatore (albi 121-123, Diso)
Magia nera (albo speciale 1, Diso)
L’ultimo Cangaceiro (albi 3-5, Bignotti)
Yanoama! (albi 63-65, Diso)

Anche stavolta il plebiscito per un unico disegnatore – Roberto Diso – è pressoché totale: ben 10 storie su 12, con le uniche eccezioni costituite dall’epica saga del Pantanal illustrata dai fratelli Di Vitto e dal primo, grande classico della collana, quell’Ultimo Cangaceiro disegnato da Franco Bignotti. E, anche in questo caso, al sottoscritto stona non poco questo predonimio di un unico disegnatore, a discapito soprattutto di Bignotti: sarò nostalgico, ma come dimenticare storie come Il caimano d’argento, Agente segreto Zeta 3 o Il Dio Giaguaro, che hanno contribuito a creare il background del personaggio nei primi anni di pubblicazione? E se proprio plebiscito di Diso doveva essere, è singolare che nell’elenco non appaiano altre due acclamatissime storie del disegnatore romano, cioè Mister No va alla guerra e la recente – all’epoca – Tuareg… ma tant’è (mi ripeto): queste erano le 12 storie nolittiane di Mister No che Bonelli indicò come sue preferite. È da notare che, proprio il mese successivo, Bonelli abbandonò anche questa sua creatura, tornando solo per il gran finale che avrebbe chiuso le pubblicazioni mensili una quindicina d’anni dopo.

Dopo aver recuperato queste due “classifiche”, mi sono chiesto se Bonelli avesse mai giudicato da qualche parte anche il Nolitta autore di Tex: a memoria, mi sembrava di no, anche tenendo conto delle sue difficoltà – segnalate in più occasioni – nell’interpretazione di un personaggio fuori dalle sue corde e a cui aveva dovuto dedicarsi esclusivamente per dare una mano al padre. Ho voluto tuttavia sincerarmene chiedendo aiuto ai redattori texiani di uBC presenti e passati, che hanno spulciato pagine della Posta, libri, interviste e quant’altro, senza tuttavia cavare un ragno dal buco: apparentemente, Bonelli non si è MAI sbilanciato (come invece aveva fatto per i suoi personaggi), tranne – forse – per un generico apprezzamento nei confronti di El Muerto, storia in cui aveva rivisitato alcuni stilemi classici degli spaghetti-western.
Se (per ora) non è stato possibile completare questa analisi con le valutazioni di Bonelli sul Nolitta texiano, vale comunque la pena riportare una “classifica” da lui stilata – anche se riguardante storie scritte dal padre Gian Luigi: Michela Feltrin mi ha infatti ricordato un passaggio del libro Come Tex non c’è nessuno, uscito nel 1998 in occasione del cinquantennale di Tex, in cui Sergio (oltre a ricordare nuovamente il disagio con cui scriveva le storie del ranger) indicava appunto a Franco Busatta alcune avventure tipicamente giellebonelliane degli anni Settanta… E, curiosamente, anche stavolta si trattava in tutto di dodici storie, suddivise in blocchi per argomenti e disegnatori, che riporto qui a titolo informativo:

Storie misteriose (Letteri):
Diablero! (albi 135-137)
Il signore degli abissi (albi 101-103)
Una campana per Lucero (albi 151-154)
Il fiore della morte (albi 160-162)
Avventure epiche e trascinanti (Galep):
Tra due bandiere (albi 113-115)
Il figlio di Mefisto (albi 125-128)
Il ritorno di Yama (albi 162-164)
Il giuramento (albi 103-106)
Episodi memorabili (Ticci):
Sulle piste del Nord (albi 121-124)
Massacro (albi 108-109)
Vicende intriganti (Nicolò):
Gilas (albi 106-108)
La cella della morte (albi 141-145)

Lancio quindi un appello: se qualche navigante si ricordasse di un’occasione in cui Sergio Bonelli ha parlato di Guido Nolitta autore di Tex (in un’intervista, un editoriale, una risposta ai lettori…) ce lo faccia sapere, così potremo integrare questo articolo!

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