Capitan America, gli anni ’40. La nascita dell’eroe

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Il personaggio di Capitan America (in inglese Captain America) fu creato nel 1940 dallo sceneggiatore Joe Simon e dal disegnatore Jack Kirby su richiesta di Martin Goodman, proprietario della Timely Comics, che voleva lanciare una serie regolare dedicata a un nuovo supereroe dopo il successo riscosso dalla Torcia Umana originale e da Sub-Mariner.
Joe Simon si mise all’opera e disegnò il bozzetto di un personaggio che inizialmente intendeva chiamare “Super American”. Il nome venne poi scartato dallo stesso Simon che optò definitivamente per “Captain America”, riflettendo molto prosaicamente che esistevano già troppi eroi denominati “super”, mentre invece non vi erano in giro molti “capitani”.
Come era d’uso in quel periodo, all’eroe principale venne affiancato come “spalla” il giovane Bucky (chiamato così in onore di Bucky Pierson, un giocatore di basket amico di Simon).
Per rispettare i tempi di consegna del primo numero, lo sceneggiatore contattò i disegnatori Al Avison e Al Gabriele, ma il suo amico e collaboratore di vecchia data Jack Kirby ci teneva troppo ad essere parte di questo progetto e promise che sarebbe riuscito a rispettare la scadenza. E così fu!

Il primo albo di Captain America Comics, sulla cui copertina il protagonista sferrava un pugno ad Adolf Hitler in persona, uscì il 20 dicembre 1940 (ma fu datato marzo 1941 per ragioni dovute alla distribuzione) e riscosse un enorme successo: vendette un milione di copie!
Capitan America divenne così il personaggio più popolare della Timely e cominciò ad apparire anche su altre collane della casa editrice, al fianco di altri eroi (All-Winners Comics, Marvel Mystery Comics, USA Comics e All Select Comics).
Dopo il passaggio di Simon e Kirby alla DC Comics alla fine del 1941 (malamente licenziati da Goodman, che aveva scoperto i loro lavori sotto pseudonimo per alcune testate concorrenti), dal n. 11 la serie venne sceneggiata da altri autori, tra i quali il giovane Stan Lee (c’è bisogno che vi dica chi è?) e disegnata da Al Avison, Syd Shores e altri, mantenendo immutato il successo di vendite.

Ma chi è Capitan America?

Capitan America è l’uomo comune che diventa eroe.
Il suo alter ego è Steve Rogers, un giovane di gracile costituzione determinato, nonostante ciò, a voler combattere per il suo Paese, inorridito dalla visione dei filmati dei cinegiornali che mostrano i nazisti saccheggiare l’Europa. Chiede quindi di arruolarsi nell’esercito, ma viene riformato a causa del suo fisico totalmente inadatto al ruolo.
Impressionato dalla richiesta sincera del ragazzo di voler servire la sua patria, il generale Chester Phillips offre a Rogers l’opportunità di prendere parte ad un esperimento segreto di potenziamento delle prestazioni umane, con il quale gli Stati Uniti progettavano di creare un esercito di super-soldati che combattessero il nazismo. Steve acconsente e viene condotto in un laboratorio segreto dove viene presentato al professor Joseph Reinstein (ribattezzato successivamente Abraham Erskine), il creatore del cosiddetto siero del super-soldato.
Quando il siero gli viene iniettato, il gracile corpo di Steve Rogers si trasforma in quello di un muscoloso combattente. Purtroppo, una spia nazista che assiste all’esperimento uccide Reinstein pochi minuti dopo la sua conclusione. Lo scienziato muore senza aver completamente trascritto su carta la formula del super-soldato, lasciando Steve Rogers unico beneficiario del suo genio.

A Rogers viene quindi fornito l’ormai famoso costume rosso, bianco e blu, uno scudo di forma triangolare e un pugnale. L’elmetto originale di Cap serve anche da maschera ed è separato dal resto del suo costume, ma questo si rivela un problema, perché in battaglia poteva venire sbalzato via dal viso, rischiando di rivelare la sua identità. Aggiungendo un cappuccio protettivo per il collo al suo costume, piuttosto che una maschera separata, viene risolto questo inconveniente e offerta all’eroe una maggiore protezione. Già dal n. 2 della serie, Cap utilizza lo scudo a forma di disco, ormai entrato nella leggenda. Scoprendo che le sue eccellenti proprietà aerodinamiche lo rendevano anche un’efficace arma offensiva, Rogers abbandona il pugnale.

Egli diventa così Capitan America, la personificazione del sogno americano!

Sotto l’identità di copertura di un impacciato soldato di fanteria e coadiuvato dal giovanissimo Bucky Barnes (che aveva casualmente scoperto la sua identità segreta), Capitan America inizia a combattere la minaccia nazista, dapprima impersonata dalle numerose spie presenti sul territorio americano e poi ovunque nel mondo ci fosse bisogno del suo intervento.
Per i lettori dell’epoca, le avventure del Capitano apparvero davvero coinvolgenti: piene di ritmo e dinamismo, con una costruzione delle tavole modernissima, presentavano avversari terribili e mostruosi (al limite del fumetto horror) contro i quali Capitan America e Bucky trionfavano per il bene dell’umanità.

Gli avversari

Nel corso delle sue prime avventure, Capitan America ha affrontato sia i nazisti tedeschi, sia gli imperialisti giapponesi. Tra i suoi nemici (alcuni, peraltro, con nomi e caratteristiche alquanto improbabili) meritano di essere segnalati:

  • la Morte Bianca, un assassino vestito con un mantello e un cappuccio bianchi che agiva per biechi motivi ereditari
  • la Legione Scellerata, un gruppo di agenti nazisti travestiti da medicanti
  • il Mietitore, un nazista che sotto le spoglie di un profeta diffondeva messaggi anti-americani per destabilizzare la popolazione
  • il macabro Uomo Rospo, sotto le cui spoglie si celava il folle manager di una squadra di baseball
  • l’Artiglio Nero, che dipingeva i quadri dei suoi prossimi omicidi
  • il Dottor Crimine, creatore di una formula restringente da utilizzare contro i generali dell’esercito americano
  • il Demone della Macchina Fotografica, che usava una macchina fotografica che lanciava dardi ricoperti da un veleno letale
  • il Profeta dell’Odio, una spia giapponese che in India aveva impersonato un demone del folklore tornato dalla tomba per mobilitare i suoi seguaci contro tutti i caucasici che si trovavano nella regione
  • il Grande Maestro, che insegnava ad un gruppo di uomini l’arte di uccidere
  • il Mortale Ringmaster, direttore di un circo incaricato di eliminare vari ufficiali militari americani
  • Fang l’arcicriminale orientale, malavitoso di San Francisco che voleva impedire ad alcuni funzionari cinesi di accettare un prestito in denaro dal governo degli Stati Uniti per supportare lo sforzo bellico cinese contro l’impero del Giappone
  • e infine la Farfalla Assassina, assassino e rapinatore di antichi reperti egizi.

La maggior parte di essi apparve come avversario in una sola avventura, mentre colui che può essere considerato la vera nemesi di Capitan America (si ripresenterà anche in futuro, sino ai giorni nostri) apparve nelle storie degli anni ‘40 per ben nove volte: il Teschio Rosso!

In una delle tante retcon operate dalla Marvel per correggere gli errori della continuity o modificarne gli eventi, venne rivelato che sotto la maschera del Teschio Rosso affrontato dal Capitan America degli anni ’40 si celavano ben tre persone diverse: il primo si chiamava Roger Maxon (Captain America Comics nn. 1 e 3); il secondo era Johann Schmidt, colui che poi rimase in animazione sospesa come Steve Rogers e tornò a incrociare la strada del Capitano nell’era moderna (Captain America Comics nn. 7, 16 e 37; All-Select Comics n. 2 e All-Winner Comics n. 12); il terzo era invece un impostore senza nome (apparso in Captain America Comics n. 61 del marzo 1947 e n. 74 dell’ottobre 1949), dato che Maxon era morto e a quell’epoca Schmidt era in animazione sospesa (così come lo era anche l’originale Capitan America! Ma lasciamo perdere…).

Tuttavia, nato come simbolo dell’America libera e democratica che si opponeva alla Germania nazista, con la fine della seconda guerra mondiale Capitan America perse la sua popolarità (come, del resto, tutti i supereroi dell’epoca) e la serie Captain America Comics venne chiusa nel 1950 con il n. 75 (che, peraltro, non conteneva alcuna storia di Cap).
Nel 1953 la Atlas Comics, nuova denominazione della Timely, tentò di recuperare il personaggio: ma questa, come si dice, è un’altra storia…

Capitan America in Italia

Per i lettori italiani che volessero farsi un’idea delle storie di Cap degli anni ’40, consiglio il recupero e la lettura dei due bei volumi cartonati della serie “Grandi Eroi” editi nel 1991 dall’editrice Comic Art che contengono 33 delle 39 avventure apparse nei primi 10 numeri di Captain America Comics.

In precedenza, alcune di queste storie di Simon & Kirby erano apparse nel 1945 all’interno della rivista/giornale “Il Pupazzetto” delle Edizioni Roma.

Marco Corbetta

Fotoreporter zagoriano

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